La Galérie Belvedere di Vienna rischia non solo dover dire addio a cinque opere di Klimt ma soprattutto a due suoi capolavori: i ritratti "Adele Bloch Bauer I" e "Adele Bloch Bauer II" realizzati nel 1907 e 1912. Dopo oltre sei anni di battaglie legali alla fine ha avuto ragione Maria Altmann, la nipote - ora 90enne - della ritratta. Lunedì scorso un collegio di giudici austriaci ha stabilito che vi sono tutti i requisiti per la restituzione delle opere. Spetta ora al ministro della Cultura Elisabeth Gehrer decidere come procedere. L'anziana nipote si è anche dichiarata disponibile alla vendita, ma Gehrer ha già fatto sapere che l'Austria non ha i soldi (il valore stimato dei due ritratti si aggira sui 200 milioni di euro); e dunque, se non si faranno avanti sponsor, le opere emigreranno oltreoceano. C'era una nota polemica in questa risposta del ministro. "Adele Bauer I" o "La signora in oro" è, dopo "Il Bacio", l'opera più famosa di Klimt, un'icona della storia dell'arte austriaca del 20esimo secolo. L'artista vi dedicò molto tempo e la preparò attraverso numerosi schizzi. Adele la citava già nel 1903, in una lettera. Quando poi venne presentata a Vienna, nel 1907, suscitò grande ammirazione e definizioni del tipo: "Un idolo in uno scrigno dorato". Circolavano anche voci su una storia d'amore tra Klimt e Adele. Pettegolezzi confermati per qualcuno anche dal fatto che Adele Bloch Bauer è l'unica donna ritratta da Klimt due volte! La nipote, in un'intervista al quotidiano austriaco Standard, ricorda così la zìa: "Era sempre un po' malaticcia, sofferente; terribilmente fragile, oscura" ma anche "altezzosa e arrogante". Maria Altmann ha lasciato l'Austria nel '38 e da quasi settant'anni vive in California. Per lei riavere le opere è una questione di principio, anche se "avrebbe preferito accordarsi". Per questo, nel 1999, quando venne respinta la prima richiesta di restituzione, non si scoraggiò. Propose ,al ministro Gehrer una "transazione". Fu rifiutata. C'era un testamento - così l'argomentazione del consiglio che aveva allora vagliato la pratica - in cui Adele (scomparsa nel 1925) disponeva la donazione alla Galérie Belvedere dei quadri di Klimt dopo la morte del marito. Una donazione da effettuare comunque mediante libera disposizione del consorte. Ma nel 1938 anche Ferdinand Bloch-Bauer è costretto a fuggire e mettersi in salvo in Svizzera. Intanto a Vienna i nazisti confiscano i beni della famiglia, parte delle opere finiscono al Belvedere e successivamente vengono vendute alla Galérie da un "curatore" nominato dai nazisti. Bloch-Bauer stesso, dopo la guerra, ne chiese la restituzione. E allora che fu fatto "l'affare". Gli vennero restituite tutte le opere della collezione in cambio delle cinque al Belvedere. Una sorta di "ricatto", come denunciarono nel 1998 due giornalisti dello Standard, incompatibile con la legge sulle restituzioni. Ma il ministro Gehrer si è attenuto al parere espresso dal consiglio e ha indicato come unica strada ad Altmann l'apertura di un processo civile. La speranza era che spese legali e lungaggini facessero desistere la già anziana signora Ma così non è stato. Anzi, Maria Altmann trovò a difenderla Randol Schonberg, il nipote del compositore Arnold Schonberg fuggito a suo tempo in America. Chissà se ora, non ultimo per evitare il clamore mediatico che questo tipo di notizie suscitano a livello internazionale, l'Austria risolverà più celermente un altro caso "illustre" tutt'ora pendente: la restituzione a Marina Mahler, nipote di Alma Mahler-Werfel, del quadro di Munch "Notte d'estate sulla spiaggia", anch'esso alla Galérie Belvedere. Se non si trovano sponsor, i quadri di Klimt partiranno entro maggio alla volta degli States. Meglio affrettarsi dunque per dargli un'ultima occhiata.