Pechino. Chi Feng è una ricca signora di Shanghai, che da diversi anni vive a New York, e che in questi giorni è a Pechino «per festeggiare la Cina che, finalmente, si apre al mondo». Ama l'Italia, con la sua arte «senza pari e la buona cucina», parla perfettamente la nostra lingua e, di recente, ha perfino comprato una casa a Lucca. «Come potevo mancare a questa mostra sul Rinascimento?», si chiede allargando le braccia, come se fosse del tutto naturale prendere un volo dalla Grande Mela alla città cuore del maoismo per non perdere l'esposizione degli 82 capolavori di Mantegna, Leonardo, Botticelli Caravaggio, Raffaello esposti al World Art Museum per celebrare l'avvio dell'Anno dell'Italia in Cina. Aperta dai ministri della Cultura italiano e cinese, Rocco Buttiglione e Sun Jiazheng, la mostra ha richiamato ieri un pubblico tanto vasto quanto variopinto, di studiosi ed esperti, naturalmente, ma anche di curiosi e gente comune. «E' un tripudio di forme e di colori», dice entusiasta Fu, che ha una galleria d'arte qui a Pechino e non arriva ai 28 anni. Weigun Liu ne ha quasi il doppio e fa la casalinga, ma la sua emozione le sgorga dagli occhi. E anche Yudong, un ragazzone di 36 anni, fissa le opere una a una e commenta: «Per il nostro paese e per noi giovani, soprattutto, occasioni come questa sono davvero importanti: ci aiutano a recuperare più in fretta il tempo perduto». E' sempre così, qui in Cina. Si è proiettati verso il futuro, sotto la spinta di uno sviluppo irrefrenabile, ma si tiene fisso un occhio al passato e a quei cinquant'anni di blackout imposti dalla Rivoluzione culturale. Oggi si ha "fame" di tutto e il giogo della censura e del controllo che si allenta scatena nelle nuove generazioni l'ansia di conoscere ciò che è diverso e una curiosità indomabile verso il nostro mondo. Ed ecco che. all'uscita della mostra, gli sguardi di questi cinesi, già pieni di espressioni artistiche raffinate e cariche di una storia importante, vengono catturati dal mirabolante spettacolo di luci, colori, acrobati, musica e atmosfera realizzato per raccontare l'Italia di ieri e di oggi, sulla traccia della festa immaginata da Michelangelo per Lorenzo il Magnifico. «E' una combinazione di idee che ci aiuta a capire meglio la vostra cultura», commenta soddisfatta Wang Li Mei, direttrice del Millenium (il complesso all'interno del quale si svolge la mostra). «I libri e la tv non bastano: vedere queste opere con i propri occhi, qui a Pechino, ci emoziona in modo straordinario». Vicino a lei sorride un signore in abito blu che, dopo aver pronunciato il suo nome (Zhan Chan-gfa) racconta, in italiano, di essere il direttore del Centro per la formazione e il restauro di Pechino. «Passo dopo passo, stiamo assistendo a un importante avvicinamento tra i nostri due paesi. Nel restauro abbiamo una tradizione di collaborazione che risale al '95 e che quest'anno ci porterà a far partire quattro classi nel nostro centro, per la carta, i tessuti, i dipinti murari e i monumenti. Arriveranno 20 docenti italiani, per una sessantina di studenti». Lui, tra l'altro, ha lavorato al restauro di Villa Borghese e a quello dell'armata di terracotta di Xian. «E' un corso di alta specializzazione questo di Pechino», aggiunge, «che senza l'apporto dell'Italia non sarebbe possibile: noi abbiamo bisogno di imparare e voi, in questo campo siete senza dubbio i migliori». E, almeno per questa volta, della Cina non c'è da aver paura.
La Cina incantata dall'arte italiana
A Pechino, la mostra "L'Italia del Rinascimento" è stata inaugurata con grande successo. La mostra, che presenta 82 capolavori di artisti italiani del Rinascimento, ha attirato un pubblico vasto e variopinto, compresi studiosi, esperti e curiosi. La mostra è stata aperta dai ministri della Cultura italiano e cinese, Rocco Buttiglione e Sun Jiazheng. I visitatori hanno espresso ammirazione per le opere d'arte, che hanno descritto come "un tripudio di forme e di colori". La mostra è stata organizzata per celebrare l'Anno dell'Italia in Cina e per promuovere la collaborazione tra la Cina e l'Italia nel campo dell'arte e del restauro.
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