Munscia - Controlli nei mercatini dell'usato di Milano, Lodi e oltre tra venditori italiani e stranieri per rintracciare centinaia di volumi antichi, risalenti al 1500, 1600 e 1800, che erano spariti tra il 1982 e il 2001 dalla biblioteca dell'Istituto di zootecnia generale della facoltà di Agraria dell'Università statale di Milano. Mesi e, mesi di lavoro firmato dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, al comando del capitano Andrea Ilari, che nei giorni scorsi hanno fatto un primo bilancio dell'operazione, denominata "Les merveilles de la science" (come una delle opere recuperate), arrivando a contare 484 libri antichi recuperati al patrimonio dell'università. Operazione andata a buon segno ma il giallo è di quelli da non dormirci. Chi avrà fatto sparire tutti quei volumi? Difficilissimo risalire al o ai colpevoli, visto, tra l'altro, il gran numero di persone che, ogni giorno, frequenta una biblioteca. E chissà quale metodo sarà stato usato. In ogni caso, i libri venivano rivenduti ai collezionisti a quotazioni oscillanti tra i 300 e i 2.500 euro. Più che studenti poco puntuali, però, i sospettati potrebbero essere persone in qualche modo coinvolte con i traslochi che hanno interessato a più riprese la prestigiosa biblioteca, così si ipotizza per ora. I carabinieri avevano avviato le loro indagini con una scoperta quasi casuale sulle aste on line Internet, dove hanno trovato un privato che vendeva uno dei volumi scomparsi. Questo, contattato, ha chiarito di aver acquistato il volume a un mercatino "della domenica" e così è partita la caccia degli investigatori che, fingendosi collezionisti, hanno passato al setaccio i mercatini e qualche antiquario del milanese, del cremonese e, appunto, del Lodigiano. Da Monza non trapela con precisione il luogo in cui è avvenuto il ritrovamento più consistente di libri e a oggi non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Ricollegare alcuni dei volumi alla Statale, comunque, non è stato facile, perché i contrassegni apposti dai bibliotecari erano stati cancellati dai ricettatori. Le "meraviglie della scienza", però, hanno permesso ai militari di andare a leggere, in laboratorio, anche i timbri che erano stati sbiancati con metodi quasi perfetti.