VENEZIA. Il primo museo italiano dell'erotismo aprirà le sue porte a Venezia all'inizio di febbraio a Palazzo Rota, sul ponte dei Dai, a due passi da piazza San Marco. Qui una volta si veniva a visitare il museo del merletto. Ma, si sa, i tempi cambiano e le stanze che avevano ospitato preziosi ricami oggi vedranno quadri, sculture, fotografie, libri e documenti, tutti dedicati all'eros. Pezzi unici la cui vista sarà rigorosamente riservata ai maggiori di anni diciotto. Sarà il primo museo d'Europa a essere vietato ai minori e l'ultimo di questo genere, in ordine d'arrivo, a essere inaugurato. In principio fu il Giappone, antesignano nell'esporre il piacere, dove questo tipo di musei sono una realtà da oltre trent'anni. Poi toccò ad Amsterdam nel 1985, con il Sex Museum, per sette anni l'unico nel Vecchio Continente. Finché Copenhagen inaugurò il suo con un enorme fallo dorato ad accogliere i visitatori. Inarrestabili, i musei dell'erotismo cominciarono a spuntare in ogni grande città: Madrid e Barcellona, i meno visitati in una Spagna che si scopre puritana, Londra, Amburgo. A Berlino c'è il più grande del mondo, con milleseicento metri quadrati di esposizione e più di duemila pezzi: l'ha fondato nel 1996 un mito dell'industria erotica europea, Beate Uhse, la «signora del sesso», la donna che, partita nel dopoguerra con un manuale che spiegava l'uso del metodo Ogino-Knaus e ottenuto un successo strepitoso, ha messo su un impero di pubblicazioni e duecento porno-shop. Berlino offre un panorama completo della materia: dalle collezioni di cinture di castità medievali ai dipinti erotici di Otto Dix ed Egon Schiele, dai primi film porno muti agli afrodisiaci fatti con il sangue di serpente. Ma il museo dell'eros più alla moda è certamente la palazzina di sei piani di Parigi, in boulevard de Clichy, nel cuore dell'ex quartiere a luci rosse Pigalle, vicino al Moulin Rouge. Luogo ormai cult, dove i vernissage sono veri e propri eventi. Da qui è partita l'idea di aprire una sede gemella in Italia. Perché proprio a Venezia? «Apollinaire la definì il sesso femminile d'Europa, fu la città di Casanova, del poeta libertino Zorzi Baffo, della cortigiana e poetessa Veronica Franco. Luogo ideale per ambientare l'eros», spiega Maurizio Costa, editore di libri e riviste erotiche e direttore artistico del nuovo museo. «Tutto il primo piano del palazzo sarà dedicato alla "Venezia di piacere", con un viaggio documentato tra le case chiuse, con tanto di indirizzi e toponimi della città, dal "Ponte delle tette" alla "Calle della donna onesta". Disegni, testi rari come un volume del marchese De Sade sui bordelli locali, tratto dalla Nouvelle Justine». Il secondo e il terzo piano avranno stanze dedicate ad artisti come l'argentina Virginia Tentindo, con le sue piccole sculture bronzee di corpi intrecciati e le enonni terracotte antropomorfe esposte anche a Parigi. Oppure Jacques Brissot con la sua rivisitazione del bagno turco di Ingres, dove le donne sono sì nude, ma appoggiate a mitra e fucili. E poi le foto da carnevale licenzioso di Marco Bertin, gli ovali saffici della danese Gerda Wegener, le opere del famoso illustratore francese di fine Ottocento Paul-Emile Bécat, le sante discinte del veneziano Saturno Buttò. All'ultimo piano ci sarà la retrospettiva che inaugura il museo, dedicata al disegnatore Leone Frollo. Settantacinque anni, veneziano, il «maestro di Rialto», come viene chiamato, è un illustratore elegante e raffinato di atmosfere Anni Trenta, dalla Belle Epoque all'America del charleston. Donne sensuali e in carne, dallo sguardo diabolico, in guépière e tacchi alti. «È il primo riconoscimento che gli viene attribuito in Italia, e siamo felici che sia qui nella sua città, dove ha ambientato molte storie e ha saputo cogliere l'atmosfera inquietante e lussuriosa», continua Costa. «Schizzi, disegni, dai fumetti popolari degli Anni Settanta - con le favole rese erotiche, come Biancaneve - ai bellissimi lavori a china». Per Frollo l'erotismo è semplicemente tutto ciò che, in materia di sesso, non è volgare, ma non tutti hanno idee così illuminate. «All'inizio i musei d'arte erotica non hanno avuto vita facile», racconta Maurizio Costa. «A Londra, per esempio, le foto sadomaso sono state ritenute offensive e di incitamento alla violenza, per un motivo che a me pare davvero cervellotico. Veniva eccepito che il soggetto fotografato in tenuta di lattex e con una pallina in bocca non avesse potuto prestare adeguato consenso». Eppure, come si diceva già ai tempi dei merletti, chi tace acconsente.
Venezia, dove c'erano i merletti ora c'è l'eros
Il primo museo italiano dell'erotismo si apre a Venezia a Palazzo Rota, sul ponte dei Dai, a inizio febbraio. Il museo sarà vietato ai minori di 18 anni. La città di Venezia è stata scelta per la sua storia di piacere e per essere stata definita "il sesso femminile d'Europa" da Apollinaire. Il museo sarà diviso in quattro piani, con stanze dedicate all'arte erotica, all'erotismo e alla storia del piacere. Sarà il primo museo d'Europa a essere vietato ai minori. Il museo sarà inaugurato con una retrospettiva dedicata al disegnatore Leone Frollo.
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