Quest'anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha affidato alle Sopraintendenze regionali la nuova edizione della Settimana della Cultura in programma dal 5 all'11 maggio. L'iniziativa, erede dell'omonima sette giorni istituita una ventina di anni fa con lo scopo di incentivare le visite nei musei statali è giunta alla sua quinta edizione e prevede, oltre all'ingresso gratuito in tutti i musei e gallerie statali, aperture straordinarie, visite guidate, mostre, conferenze più una serie di eventi e iniziative speciali. Un bel pacchetto che spazia dall'archeologia all'arte contemporanea, dalla storia al paesaggio, rivolto a tutti i cittadini e in particolare a quanti hanno difficoltà a effettuare le visite nelle normali fasce di apertura al pubblico. «I dati riferiti alle esperienze degli ultimi anni ha sottolineato il sovrintendente Mario Lolli Ghetti nel presentare il circuito toscano hanno dimostrato che questo tipo di manifestazione incontra l'interesse e il consenso dei visitatori in maniera crescente. Alla Settimana hanno aderito infatti non solo gli istituti dipendenti dal Ministero ma anche un bel numero di enti e associazioni sparsi per tutto il territorio regionale. Così, con circa 200 iniziative in programma, di contenuto sia spettacolare ma anche conoscitivo e didattico, distribuite in luoghi d'arte che talvolta si aprono eccezionalmente e "per la prima volta al pubblico, la Toscana è fra le regioni italiane che presentano il calendario più nutrito». E non poteva essere altri menti in un territorio che vanta un patrimonio eccezionale raccolto in oltre 400 musei, aree archeologici, giardini storici, monumenti e siti di varia portata storico artistica. Fra i tanti in cartellone si segnalano la mostra di Primo Conti a Fiesole, le esposizione fiorentine sul Tesoro dei Medici (Museo degli Argenti) e sulla letteratura cavalleresca fra Medioevo e Rinascimento (Biblioteca Riccardiana), i percorsi didattici su Grosseto e la sua storia e su Piero Della Francesca, la mostra «Attualità e storia nel palazzo dei Domenicani» presso l'Archivio di Stato di Livorno, le visite al Giardino di Daniel Spoerri a Seggiano, per finire a Siena con l'arte contemporanea al Palazzo delle Papesse e all'Ospedale di Santa Maria della Scala dove è allestita la mostra «La città della ghisa» che istituisce un rapporto fra la città fabbrica di Follonica e il quartiere di Soho a New York dove fu costruito nel 1848 il primo grattacielo in ghisa.