Pechino. AL Davide di Michelangelo sulla sinistra, il generale di Xian sulla destra. Si guardano e si salutano, in cinese ("ni hao") il primo, con un "ciao" tondo tondo il secondo. Sono i simboli di due culture antiche che vogliono comunicare e che, su uno sfondo rosso acceso, sono diventati l'icona dell'Anno dell'Italia in Cina". Ieri si è aperta nelle sedi ufficiali questa mega manifestazione, che con 12 mesi di attività che spaziano dalla cultura all'ambiente, dallo spettacolo al gastronomico, dallo scientifico al tecnologico fino alle fiere e alle lezioni accade-miche, porterà la migliore immagine del made in Italy nella Terra di Mezzo e cercherà di fare da volano a nuovi investimenti e iniziative. Ma già sulla strada che porta dall'aeroporto di Pechino al cuore di Tienanmen, i manifesti con i due simboli scelti «per celebrare l'incontro tra due civiltà» (così li ha definiti il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione) si rincorrevano da giorni a distanza ravvicinata, aprendo l'immaginazione a un anno in cui saranno la cultura, la creatività ma anche la nostra competenza specifica in settori che qui sono di vitale importanza (l'ambiente e lo sviluppo sostenibile, per esempio, oggetto di 96 progetti italiani per la Cina) a tracciare il percorso di una «collaborazione sempre più stretta, nel rispetto delle specificità e del pluralismo culturale», come ha detto ieri con un sorriso orgoglioso e tenace il ministro della cultura cinese, Sun Jiazheng. In effetti, pur sotto il cielo grigio di Pechino e con una temperatura piuttosto rigida per noi italiani, l'avvio con il concerto dell'orchestra Scarlatti del Teatro San Carlo di Napoli ha scaldato i cuori con Verdi, Donizetti e Puccini. Il ministro Jiazheng aveva appena finito di giustificare il fatto che il 2006 sia stato contemporaneamente dedicato all'Italia e alla Russia, spegnendo l'imbarazzo di quella che può essere letta come una gaffe parlando di «confronto allargato tra culture come momento di crescita nel rispetto delle identità diverse», che si sono accese le luci dello splendido teatro nel cuore della Città Proibita per ospitare un'esibizione gradevole e di livello. Oggi si aprirà la mostra "Lo specchio del tempo", con capolavori del Rinascimento e, sul piazzale davanti al World Art Museum, ballerini e acrobati proiettati su schermi giganti metteranno in scena "II Tempo si rinnova" per raccontare lo stretto legame tra il genio del passato e la creatività contemporanea. Ma si farà anche dell'altro. Oltre a firmare un accordo tra Italia e Cina contro il contrabbando dei beni culturali, «l'occasione di una nostra delegazione governativa a Pechino consentirà di confrontarci direttamente sul problema del nucleare iraniano», ha spiegato il vice-ministro degli Affari esteri Alfredo Mantica. Infine, una preoccupazione che alimenta una speranza. «Un grande paese che cresce come la Cina è un'importante occasione di sviluppo anche per gli altri», ha detto Buttiglione. «E se è vero che la Cina invade i nostri mercati con i suoi prodotti, è altrettanto vero che noi siamo troppo poco presenti qui. Dobbiamo farci conoscere e apprezzare sempre più, per sfruttare quel potenziale straordinario che sta in un mercato interno di un miliardo e trecento milioni di persone. E' un treno, questo, che non possiamo davvero perdere».
L'Italia conquista il mondo
A Pechino si è aperta la manifestazione "Anno dell'Italia in Cina" con la presenza del ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione e del ministro della cultura cinese Sun Jiazheng. I due hanno salutato con un gesto di amicizia e hanno parlato della collaborazione tra le due culture. La manifestazione celebra l'incontro tra due civiltà e porterà la migliore immagine del made in Italy nella Terra di Mezzo. Il ministro Buttiglione ha detto che la Cina è un grande paese che cresce e che noi dobbiamo farci conoscere e apprezzare per sfruttare quel potenziale straordinario che sta in un mercato interno di un miliardo e trecento milioni di persone.
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