La giunta regionale ha istituito il parco di Punta Pizzo e dell'isola di Sant'Andrea di Gallipoli, ma i veleni rimangono. La giunta, con il disegno di legge, ha disposto le norme di salvaguardia provvisoria in attesa dell'approvazione definitiva in consiglio. Soddisfatto il sindaco di Gallipoli, Venneri: «Così si riuscirà a bloccare la speculazione». Il provvedimento giunge dopo alcuni giorni dalla sentenza del Tar di Lecce che ha accolto la richiesta dell'azienda venataria Diana di far decadere le norme di salvaguardia. Et Tar, prima di decidere, aveva chiesto i provvedimenti adottati dalla giunta durante la gestione Fitto. Nella relazione che accompagna il ddl si fa riferimento all'avvenuta adozione ma senza fornire particolari. Un piccolo giallo rimasto irrisolto. Nei giorni scorsi Pietro Quinto, difensore del Comune di fronte al Tar, aveva scritto all'assessorato regionale all'ambiente fornendo i documenti relativi all'approvazione avvenuta in giunta il 5 ottobre 2004. Il provvedimento lascia inalterata la perimetrazione discussa nelle conferenze di servizio. Lo stralcio di alcune aree, inserite nei siti Sic (siti di importanza comunitaria) e Zps (zone di protezione speciale), proposto dal Comune, ha sollevato polemiche. Losap-pio ha promesso che in sede di esame in consiglio il perimetro sarà modificato. La definizione del parco e il procedimento del piano regolatore di Gallipoli sono stati accompagnati da scontri politici e da denunce alla magistratura. Dietro, si muovono interessi sulle aree.