GALLIPOLI - «Questo benedetto parco, c'è chi ha voluto tirarlo da una parte, chi dall'altra» dice Marcello Secli di Italia Nostra. «Si è giocato in modo strumentale, tra interessi particolari e stupidità». Gallipoli, perla dello Jonio e campione del turismo, la «città bella» secondo l'etimo greco, è teatro di uno scontro furibondo sulla istituzione del parco di Punta Pizzo e Isola di Sant'Andrea. Come in tutti i pasticci urbanistici, anche in questo caso è complicato rico-. struire il dossier. Troppi i personaggi coinvolti, a viso scoperto e in moÓLOsoft. Anzi, i dossier sono almeno due: il piano regolatore e il parco, ancora incompiuti. n piano regolatore, approvato con prescrizioni dalla giunta regionale il 10 maggio 2004, non ha mai visto la fine del procedimento, n Comune lo tiene fermo. Il disegno di legge regionale per istituire il parco, approvato dalla giunta Fitto il cinque dicembre 2004, si è invece arenato in consiglio regionale a pochi mesi dalla conclusione della passata legislatura. Dossier paralleli, senza apparenti legami, ma con interessi che s'intersecano. Ora la giunta Vendola ha dato il via libera, ma bisogna ripassare per commissione e Consiglio. A Gallipoli la politica è aspra e dispettosa. Ad ogni cambio di guardia comincia un discorso nuovo. Con ampio corredo di veleni, denunce e ricorsi ai giudici, n piano regolatore fu predisposto dalla giunta di centrosinistra, guidato da Flavio Fasano, esponente di punta dei Ds. Nell'area di Punta Pizzo era prevista un'area protetta, ma anche un comparto per gH insediamenti turistici, in particolare per un villaggio della Valtur. Caduto Fasano, tradito dalla sua maggioranza, fu il commissario prefettizio ad approvarlo. Nel 2001 cambiarono sindaco, con l'elezione di Giuseppe Ven-neri, e alleanza, n piano regolatore è stato severamente ridimensionato dal comitato urbanistico regionale, nel nome della salvaguardia ambientale. I nuovi posti letto, 7600 nel Prg della giunta Fasano, furono drasticamente ridotti. A quanti, ancora non è chiaro, c'è chi dice 5300, chi 600. Ma scomparso il progetto Valtur, è spuntata la sorpresa di un altro villaggio proposto ai confini del parco in area agricola di una società nata in fretta e furia, la Oasi srl, nel nome della famigerata legge regionale numero 34 del 1994 che consentiva insediamenti turistici in deroga ai piani regolatori. Oggi Gallipoli non ha area per gli alberghi e i posti letto non si possono più costruire. Un gioco a somma zero. «Esito i-nevitabile - ha scritto il grande economista Cipolla - quando la stupidità offusca l'intelligenza degli uomini». Altrettanto avventuroso e complicato il procedimento per il parco. La Provincia, con uno studio finanziato con soldi europei, aveva previsto duemila ettari. È l'unico studio dell'area, con una logica e una gerarchla dei valori ambientali. La Regione l'ha considerato carta straccia e ha fissato in 900 ettari il perimetro, il Comune ha chiesto modifiche con lo stralcio di alcune aree (la più significativa è chiamata dai gallipolini il «corridoio di Danzica», imposta - sostengono gli oppositori - da alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra). Risultato: un parco non omogeneo e irrazionale, a detta della stessa Regione, ricorsi al Tar contro le norme di salvaguardia - uno presentato da un'azienda venataria già accolto - e denunce penali. Il litorale dì Punta Pizzo è una delle poche aree ancora integre della costa jonica. La macchia mediterranea, con corbezzoli, ginestre spinose, mirti e orchidee selvatiche, si alterna ai seminativi. In questo paesaggio, nella masseria di Punta Pizzo, una bella struttura recuperata con i programmi comunitari, d'estate sono ospitati cantanti famosi, come Gianni Morandi e famiglie della nobiltà italiana ed europea. Qualche giorno, negli anni scorsi, lo hanno trascorso anche leader politici come Prodi e D'Alema. Qui è stata pensato e costruito il rilancio dell'immagine di Gallipoli. D'estate la città diventava una piccola capitale politica. Ancora si ricorda il patto tra D'Alema e l'allora segretario dei popolari, Rocco Buttiglione, per prendere le misure a Berlusconi. «Giù le mani dal parco» proclamano gli esponenti di Lega ambiente. Maurizio Manna attacca il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, coinvolto a suo dire in un conflitto d'interesse perché il suo studio legale ha presentato ricorsi al Tar contro il parco e perché suo fratello, Francesco Pellegrino è progettista del villaggio Valtur. Forza Italia, con il capogruppo Rocco Palese, ha chiesto alla giunta Vendola di portare a compimento la legge istitutiva. I Ds, con Antonio Maniglio, replicano che dietro la perimetrazione ci stanno «interessi locali forti» con l'esclusione di aree di proprietà di amministratori comunali, hi questo intreccio «opaco», aggiunge Maniglio, anche Fitto è stato prudente. «La verità - conclude Marcello Sedi - è che in questa brutta vicenda è mancato il rigore politico. Gli interessi hanno distrutto le regole. Anche una parte delle aree Sic (siti di interesse comunitario) è stata esclusa e questo è scandaloso».