Le chiese di Bari Vecchia si rifanno il look: una, quella di Santa Chiara (a due passi dal porto) è già rinata, con gli archi bianchissimi, le tele restaurate, i legni dorati e gli stucchi tirati a lucido. Una lunga serie di restauri, un lungo elenco di finanziamenti e un insieme di lavori che partono. Da domani transenne a Santa Teresa del Maschi, mentre a breve seguiranno gli interventi su San Gaetano e poi su Santa Scolastica e sulla chiesa del Gesù. Il 2006 sarà l'anno delle chiese del centro storico: grazie ai fondi di regionali Pis (Piani integrati settoriali) e a quelli messi a disposizione dalla Soprintendenza e dalla Curia, saranno recuperati molti altari della città vecchia, saranno ridipinti gli interni, sistemati portali e pavimenti. Il programma di restauro è fittissimo. Ottocentomila euro sono destinati ai lavori per la chiesa di S. Gaetano e 600mila a Santa Teresa; mentre i lavori della Soprintendenza portati a termine a Santa Chiara sono già ultimati e visibili (tra l'altro sono ancora esposti i presepi storici) e la chiesa si può visitare su prenotazione al Museo Diocesano (tei. 0805210064). La nuda facciata dell'antica chiesa di Santa Chiara ora fa ancora più contrasto con il gusto barocco degli interni, ormai tornati allo splendore dopo gli interventi di restauro. Non rutti baresi conoscono questa e le altre chiese del centro storico ed è un peccato che tanto spesso siano state chiuse perché ciascuna di esse ha il suo fascino e la sua lunga storia da raccontare. Prendiamo Santa Chiara, quella già restaurata, che a Bari è il simbolo dell'approdo dei cavalieri tedeschi che con gli Svevi giungevano in Puglia nel XII secolo, partendo poi per Gerusalemme, per le crociate o avviando le iniziative del nascente Ordine dei Cavalieri teutonici. Ebbene, questa chiesa - ricostruita nel 1539 - è anche un monumento non solo «teutonico» ma anche al femminile, dato che rinacque con i contributi di Bona Sforza durante il lungo priorato della badessa Sveva. Storie passate che rivivono negli scritti di don Gaetano Barracane, direttore del Museo Diocesano, il quale con padre Gerardo Cioffari ha ricostruito pezzo per pezzo ciò che racchiudono i portali sacri, circondati di case e di bassi, nella città vecchia. Santa Teresa dei Maschi, l'altra chiesa in cui questa settimana partono gli interventi di restauro, è invece un altro simbolo barocco del centro storico, ma questa volta con lina storia tutta al maschile, dato che qui fu ospitato un «carcere» per uomini, in contrapposizione alla demolita chiesa di Santa Teresa delle Donne. S. Teresa dei Maschi fu molto frequentata per il rito durante tutto il Settecento, ma poi diventò caserma sotto i Borbo-ni, assistenziario dei figli dei detenuti e, più recentemente, nel Novecento, sede di abbandono e di furti di arredi. Le tele, restaurate anni fa dalla Soprintendenza riguardano Santa Teresa e la sua storia. Chiese ctiiuse e chiese aperte, ma tutte bisognose di interventi di restauro. San Gaetano, quella per cui si spenderanno 800mila euro, è una delle tante che ha un passato lontanissimo: sorge sull'area dell'antico monastero del S. Salvatore - ricorda don Barracane - documentato a partire dall'XI secolo e menzionato anche nel 1401, poi restaurata a metà Seicento e affidata ai Teatini. Lavori di restauro partiranno anche nella chiesa del Gesù, una delle più conosciute, affidata alla Compagnia del Gesù quando fu permesso l'arrivo dei Gesuiti in città e cioè nel 1583. Fu allora che venne demolita la precedente chiesa di S. Caterina, quella che secondo lo storico Beatillo era addirittura antecedente alla distruzione di Bari del 1156. La facciata barocca, gli altari, le arcate a tutto sesto sono gli elementi che tutti guardiamo, anche se la storia e i particolari di questa chiesa - che non ha una struttura in stile gesuita - sono tutti da conoscere. L. programma di restauri potrebbe forse essere l'occasione per garantire quella fruizione che tanto spesso manca o che, forse, ci sarebbe se solo si chiedesse. Aprire i portali della città vecchia per riaprire gli occhi su un tesoro di tutti.