PAOLA - La torre di Santa Maria di Valle Josaphat, posta a ridosso di un folto bosco di pini a sud di Paola, ospiterà un museo archeologico. Per l'utilizzo dei locali il sindaco della città Roberto Perrotta ha già inoltrato richiesta all'Azienda forestale dello Stato che ha in concessione la struttura. La Regione Calabria per l'adeguamento dei locali, dove dovranno essere collocati i reperti, ha concesso il finanziamento di 200 mila euro. Il museo ospiterà manufatti risalenti a vari periodi storici, nonché i numerosi reperti a suo tempo ritrovati nel territorio cittadino e nei centri vicini. I beni archeologici ritrovati nel territorio paolano per la mancanza di appositi locale sono stati depositati nei musei di Sibari, Reggio Calabria e di altre località. «La volontà dell'amministrazione comunale di Paola - dice il sindaco Roberto Perrotta - è quella di valorizzare la storia passata non solo del comune ma anche del territorio circostante, considerato che nei paesi limitrofi non esistono strutture capaci di ospitare un museo». A breve - è stato inoltre garantito - saranno emessi dal comune tre distinti bandi per dotare i locali delle vetrine per l'esposizione, per l'arredamento dei laboratori e dei locali per l'immagazzinamento, per creare una postazione multimediale e per le dotazioni di supporti metallici e pannelli didascalici, nonché per l'impiantistica elettrica, la predisposizione di impianti di riscaldamento e climatizzazione e la predisposizione di sistemi di sicurezza ed allarme. È inoltre previsto l'arredamento per una foresteria. Oltre al sindaco ed al consigliere comunale dello Sdi, Pino D'Andrea, la pratica è stata seguita dall'ex assessore alla cultura Giorgio Zicarelli e da quello attuale Carlo Cassano. La monumentale struttura della località Badia che andrà ad ospitare il museo si accosta alle caratteristiche delle torri del XVI secolo. Nel corso dei livori di restauro effettuati dalla Giunta Pìz-zini, tra l'altro, sono stati riportati alla luce, lungo antichi percorsi interni, dei ruderi sui quali sono state edificate altre strutture murarie. L' opera, realizzata a difesa delle incursioni saracene è a pianta quadrata. Caratteristica è la scala a chiocciola con gradini in pietra dolce che hanno le stesse peculiarità di quelli esistenti all'interno del Duomo e del Castello Aragonese. Dalla sommità del bastione si domina il territorio cittadino e numerosi altri centri della costa tirrenica del cosentino.