"Tutta l'area dello stretto di Messina e' stata inclusa nelle zone a protezione speciale dell'Unione Europea. Questo e' il risultato dell'adeguamento compiuto dalle regioni Sicilia e Calabria in risposta all'ultimatum di Bruxelles che stabiliva il 22 febbraio data entro cui si doveva provvedere a riclassificare le zps (zone a protezione speciale)". Lo segnala il Wwf, a ridosso della marcia di domenica "per lo stretto, contro il ponte". Grandi opere di nuovo nel mirino della UE quindi: dopo il caso del Mose, per il quale la UE ha accolto le istanze degli ambientalisti contro l'impatto dell'opera sulla laguna, ora tocca di nuovo al ponte sullo stretto. Questo nuovo "status" dell'area dello stretto "e' stato deciso per evitare le pesanti sanzioni pecuniarie (100 mila euro al giorno) stabilite dalla Corte di giustizia europee per chi avesse trasgredito - segnala il Wwf - l'area sotto 'l'egida' della UE include la zps della costa viola in Calabria (territori compresi tra questo tratto di costa e il monte Sant'Elia) e la zps dei monti Peloritani in Sicilia, di ben 28 mila ettari (punta di Capo Peloro, il tratto di mare adiacente e tutto il territorio montuoso attorno a Messina dal versante tirrenico sino alla costa ionica)". Il Wwf ricorda che sull'opera ponte il governo italiano "e' gia' stato messo in mora dall'Unione europea, con lettera del 18 ottobre scorso, per aver violato le direttive habitat ed uccelli su Capo Peloro e laghi Ganzirri e dorsale di Curcuraci in Calabria". "Ora tutto il territorio nel quale si vorrebbe realizzare il ponte, e' tutelato dalla Direttiva uccelli. E' un punto fermo da cui non si puo' prescindere. E' sancita una volta per tutte l'estrema importanza dell'area stretto di Messina dal punto di vista ambientale - ha dichiarato Fulco Pratesi, presidente del Wwf che domenica partecipera' alla marcia 'per lo stretto, contro il ponte' - qualunque infrastruttura deve essere realizzata tenendo conto delle indicazioni dell'UE, questo vale per il Mose come per il progetto del ponte sullo stretto". Il Wwf ribadisce il suo "si'" allo sviluppo dell'area "legato a una riqualificazione urbanistica e naturale che rafforzi e curi maggiormente il recupero dell'identita' dei luoghi". Questo puo' avvenire "attraverso una sistemazione dell'esistente e la realizzazione di servizi calibrati e dimensionati sulla delicatezza di quel tratto di costa". Un esempio di riferimento e' il parco letterario "Orcinus orca", a Messina, "un motore culturale e un modello per fruire dell'intera zona", concludono gli ambientalisti. (Dire)