Rischia di costare caro l'acquisto di un edificio del '500, ubicato in vico Vernazza Rischia di costare caro l'acquisto di palazzo Castromediano alle casse comunali. Per la precisione, più di tre volte la spesa inizialmente preventivata. Ciò perché, nel volgere di pochi mesi, il prezzo dell'immobile è passato da 82.600 euro a ben 250mila euro. Ma andiamo con ordine. Gli amministratori di palazzo Carafa, già a maggio dello scorso anno, decidono di comprare l'edificio, situato nel centro storico (in vico Vernazza) e risalente al primo '500. E' infatti del 23 maggio 2005 la delibera, con cui l'esecutivo guidato dal sindaco Adriana Poli Bortone formalizza la volontà di esercitare il proprio diritto di prelazione sull'immobile, proprietà di privati, secondo quanto previsto dall'articolo 62 del decreto legislativo n. 42 del 2004. «Perché - fu precisato - si tratta di un immobile di interesse culturale e perché tale acquisizione consentirà una più adeguata fruizione dell'attiguo Palazzo Vernazza, già di proprietà comunale ed attualmente in corso di restauro». Quella volontà viene poi confermata pure dal Consiglio comunale nella seduta dello scorso 21 dicembre. E, in entrambi i casi, si fa sempre riferimento ad un costo di 82.600 euro. Ma, nei giorni scorsi, la Giunta è tornata sulla questione, approvando un'ulteriore delibera di acquisto. Stavolta, però, ad un prezzo notevolmente lievitato: appunto 250mila euro. Come mai? Solo ora si viene a sapere che palazzo Castromediano è stato, negli ultimi tempi, al centro di un giro di compravendite. Nonostante l'intenzione espressa dal Comune, con carteggio inviato al Ministero per i Beni e le Attività culturali, i legittimi proprietari hanno ceduto l'immobile ad un altro privato, Mauro De Vitis, per un importo pari a 82.600. Quest'ultimo però, a sua volta, lo ha venduto, poco dopo, ad una società leccese, la «Aet srl», ma al prezzo di 250mila euro. Da qui la decisione della giunta Poli di prenotare, nei giorni scorsi, la spesa complessiva di 250mila euro, necessaria a dare copertura all'acquisto di palazzo Castromediano. «Il notaio ritiene che con la nostra prima delibera di giunta non siano stati rispettati i termini per l'esercizio del diritto di prelazione - spiega l'assessore al Bilancio, Ennio De Leo - Ma, secondo me, non è così». Quel termine, almeno a quanto riferiscono gli atti di palazzo Carafa, era fissato al 30 giugno 2005. Peccato che, nel frattempo, proprietaria dell'edificio storico sia diventata la «Aet».