«Questa pubblicità non va regolata, va abolita». Continua ad essere in prima linea nella difesa del decoro della città Adriano La Regina, storico sovrintendente archeologico di Roma, oggi alla guida di Zètema, la società del Campidoglio che si occupa di cultura. Per lui i «teloni» sui monumenti storici non ci devono comunque essere: «Sono una vergogna». Ma servono per pagare almeno in parte i restauri, così dicono i loro difensori. «È una forma di devastazione del paesaggio urbano che non ha alcuna giustificazione. E che non si può ammettere con l'esigenza di un contributo al restauro: si fa, comunque, un danno». I lavori, spesso, sono cari. «E paesaggio va tutelato come sono tutelati i monumenti. Non si può giustificare un beneficio, anche per interesse pubblico, provocando un danno a un altro interesse pubblico. E poi, in molti casi, questi restauri non esistono». Si mettono i ponteggi solo per la pubblicità? «Significa che molte volte i restauri sono finiti da tempo, e nessuno va a controllare se i lavori ci sono o meno. Impalcature e teloni possono stare sugli edifici per mesi senza che accada nulla. Si lavora pochi giorni, e poi vi sano giorni di inerzia o di inattività. Così l'occultamento dell'edificio esiste solo in funzione della pubblicità». Il regolamento comunale, però, afferma che dopo una settimana di inattività decade la concessione. «I controlli, a quel che mi risulta, sono pochissimi. Il che a volte lascia adito a pesantissimi sospetti». Può fare qualche esempio? «Voglio menzionare un solo caso. In via della Lungara un edificio è occultato da molti mesi da un telone pubblicitario. E da quel che dicono gli abitanti i lavori non sono mai stati fatti. Eppure basterebbe fare i controlli tramite la documentazione di cantiere. È perciò incredibile che questo non avvenga nonostante le lamentele che arrivano da tutte le parti e nonostante la richiesta del sindaco di eseguire controlli regolari». Ci potrebbero essere regole migliori? «Le leggi che già esistono consentono di impedire questo fenomeno. Gli stessi uffici preposti alla tutela del paesaggio dovrebbero impedirlo. E gli uffici comunali dovrebbero controllare meglio». Per lei resta il divieto assoluto sui monumenti? «Assolutamente sì. Più volte ho bloccato questo tipo di pubblicità, scontrandomi anche con Italia Nostra nel caso del Pantheon e di altri monumenti. Ma vedo che anche dietro al Colosseo ora c'è uno sfondo pubblicitario». E gli obelischi? «È lo scandalo peggiore. Chi conosce i monumenti antichi sa che è ridicolo pensare a problemi di staticità per gli obelischi romani. Coprire con un telone quello di piazza del Popolo per sei mesi o per un anno, al fine di monitorare le condizioni di stabilità, è un pretesto. Attuato proprio per consentire l'installazione pubblicitaria, grazie anche al fatto che i Pontefici li hanno innalzati con una prospettiva "focale", adatta ad attirare l'attenzione. La stabilità si può monitorare in altro modo, l'unico rischio che corrono gli obelischi è quello dei fulmini».
Gli spot contro il paesaggio: da abolire
Adriano La Regina, sovrintendente archeologico di Roma, sostiene che i teloni sui monumenti storici non devono essere installati, poiché sono una vergogna e provocano un danno al paesaggio urbano. I teloni servono per pagare i restauri, ma spesso non esistono e si mettono solo per la pubblicità. La Regina sostiene che i controlli sono pochissimi e che ci potrebbero essere regole migliori per impedire questo fenomeno. Egli sostiene che il divieto assoluto sui monumenti è necessario e che gli obelischi, in particolare, sono un scandalo. La Regina ha già bloccato pubblicità simili in passato, anche con l'opposizione di Italia Nostra.
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