Palazzo Carignano presenta oggi il restyling delle facciate e degli scaloni di Guarini, Palazzo Madama ha rimesso in mostra i suoi tesori solo poche settimane fa. A fine novembre si è riaperta la Galleria Beaumont dell'Armeria Reale, a metà dicembre è toccato alla Sala da Ballo di Palazzo Reale, di cui si era da poco rimessa a nuovo la storica cancellata. È proprio il caso di dire che Torino si sta facendo bella per l'appuntamento olimpico, al ritmo ormai di un'inaugurazione di restauri o più a settimana, tra gioielli barocchi e stucchi dorati dell'800. Ma non basta. Venerdì è prevista la vernice dei quattro gruppi scultorei del ponte Umberto I rimessi a nuovo, mentre si stanno togliendo i ponteggi intorno ad altri monumenti, i cui lavori sono in dirittura d'arrivo. Oggi dunque si rivedranno le facciate ripulite e ripristinate di uno dei monumenti simbolo della città, quel Palazzo Carignano che fu culla dell'Unità d'Italia. La facciata seicentesca che si affaccia su piazza Carignano, capolavoro di Guarino Guarini, è stata restaurata con il finanziamento della Compagnia di San Paolo, come anche lo scalone, anch'esso di Guarini, che si inserisce nell'andamento curvilineo dell'edificio (sono stati spesi 4 milioni di euro, cifra che comprende il precedente recupero dell'atrio). Si deve invece all'intervento del Ministero per i Beni culturali (850 mila euro) e della Consulta (500 mila) il restauro della facciata su piazza Carignano, realizzata tra il 1864 e il 1871 da Giuseppe Bollati su disegno di Gaetano Ferri per concludere l'ala aggiunta per ospitare l'aula del Parlamento italiano, ornata di statue di Vincenzo Giani e Silvestro Simonetta (alcune delle quali stavano letteralmente perdendo i pezzi, tanto da avere fatto temere in passato per l'incolumità dei passanti). Palazzo Madama, riaperto dopo 17 anni a lavori conclusi il 23 dicembre e aperto al pubblico fino a domenica scorsa (più di 150 mila i visitatori in poche settimane), è stato ora consegnato al Comitato olimpico internazionale, che ne farà il suo quartier generale per tutta durata dei Giochi. Per rivederne gli interni occorrerà attendere il prossimo 20 ottobre, quando verrà inaugurato il riallestimento del Museo Civico di Arte antica. Le visite proseguiranno invece alla Galleria Beaumont: chiusa per lavori dal gennaio scorso, ha riaperto meno di un anno dopo riproponendo l'allestimento voluto e inaugurato da Carlo Alberto nel 1837, tra cavalli e gualdrappe, cavalieri e armature, con 1200 pezzi recuperati e restaurati. Cancelli aperti durante le Olimpiadi anche a Palazzo Reale, dove per visitare la Sala da Ballo voluta ancora da Carlo Alberto e affidata al suo architetto di fiducia Pelagio Palagi pare si debba mettersi in lista d'attesa. I torinesi si erano ormai abituati a non vedere più sul ponte Umberto I le quattro sculture allegoriche opera di Luigi Contratti e Cesare Reduzzi: al loro posto grandi cartelloni pub-blicitari di Coca Cola, Bum e Disney Channel, di Eni e Banca Profilo, diltalgas e Intel li celavano alla vista. Ora li vedranno di nuovo: le opere sono state ripulite, quei grossi manifesti sono serviti a finanziarne i restauri, realizzati per 300 mila euro dalla Compagnia Italiana di Conservazione con l'Associazione Amici Beni Culturali Piemontesi con un'operazione di «art financial account». Con un milione di euro la Città di Torino ha promosso il restyling di diversi monumenti. È ormai concluso il recupero dell'obelisco della Spedizione in Crimea di Luigi Belli, in piazza Crimea, venerdì 27 è prevista la vernice, in concomitanza con la riapertura del Conservatorio Giuseppe Verdi, della scultura dedicata da Stanislao Grimaldi ad Alfonso Lamarmora, in piazza Bodoni. È tornato all'onor del mondo anche il monumento omaggio a Vincenzo Vela, raffigurato mentre scolpisce Napoleone morente, realizzato nel 1911 da Annibale Galateri (si trova al fondo di corso Stati Uniti, di fronte alle ex Ogr, un tempo era invece esposto nel Museo Civico d'arte moderna), è stato rimesso a nuovo anche il Monumento al Carabiniere di Edoardo Rubino, in viale Partigiani d'Italia. È infine a buon punto il restauro del Monumento ad Amedeo d'Aosta a fianco di Torino Esposizioni, che fu realizzato da Davide Calandra nel 1902 (vinse in quell'anno il primo premio alla Quadriennale, portandolo via al «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo): sarà terminato per le Olimpiadi, ma inaugurato subito dopo.