La sentenza è attesa per la prossima estate: l'Unesco potrebbe accettare la richiesta presentata dal Ministero dei Beni culturali di riconoscere al centro storico di Genova il titolo di "Patrimonio dell'umanità". Un riconoscimento che non «porta soldi e finanziamenti come ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Bruno Gabrielli ma che è capace di dare un impulso importante alle presenze turistiche». Non poteva essere scelta occasione migliore, per rendere nota l'esistenza della pratica davanti al "tribunale" dell'Unesco: lo ha rivelato ieri mattina l'assessore Gabrielli in occasione della presentazione del convegno organizzato dal Rotary International sul tema "I centri storici della città di Genova ed il loro intorno", in programma sabato alle ore 15 nell'Audito-rium del museo di Palazzo Rosso. Quella di sabato sarà infatti una giornata dedicata ai centri storici periferici di Nervi, Voltri e Pontedecimo, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, degli urbanisti Giorgio Olcese e Federica Alcozer, Alberto Ponis e Giorgio Gatti, del professor Roberto Melai e della preside della Facoltà di Architettura Benedetta Spadolini. «È ormai tradizione ha detto Gabrielli che ogni anno il Rotary organizzi una giornata dedicata alla città. Ricordo, negli anni passati, le sessioni dedicate allo sviluppo del porto e del waterfront, ma soprattutto al tema del centro storico, il cui rilancio ha caratterizzato l'attività della nostra amministrazione comunale. Ora, dopo il recupero del centro storico che potrebbe ottenere il riconoscimento dell'Unesco, bisognerà occuparsi del rilancio degli altri centri storici "periferici"». Ieri mattina Ezio Risso, presidente del Comitato distrettuale del centro storico di Genova, che sabato avrà il compito di introdurre il convegno insieme al Governatore Rotary Luigi Salvati, ha sottolineato l'autorevolezza dei relatori del convegno, ricordando che Genova, a differenza di altre metropoli, non ha periferie, ma «centri storici importanti, come quelli di Nervi, una cittadina che forse stava meglio prima di essere annessa, e poi di Pontedecimo e di Voltri, cui sarà dedicato il convegno. Centri che avevano ognuno un sindaco, un teatro, una propria identità che va recuperata». Una realtà policentrica, più che una città con tante periferie. La scelta del Rotary di "celebrare" i centri storici periferici cade tra l'altro nell'anno dell'ottantesimo anniversario della legge che ha annesso i 27 comuni che hanno dato vita alla grande Genova.