Equivale ad una passeggiata per le strada e sui canali della "Venezia del Nord", la mostra "Pietroburgo e l'Italia, 17501850", inaugurata ieri nelle sale del Vittoriano dal ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, accompagnato tra gli altri dal presidente della provincia, Silvano Moffa. Una passeggiata per ammirare «il genio italiano in Russia». E' infatti proprio grazie alla bravura di architetti ed artisti italiani che il sogno di potenza dello zar Pietro I il Grande si è materializzato, a partire dalle paludi malsane del delta della Neva, nello splendore di San Pietroburgo, «finestra della Russia» sull'Europa. L'esposizione organizzata dalla provincia di Roma al Vittoria - no, unica manifestazione del trecentesimo anniversario della «Venezia del Nord» fuori da Pietroburgo e dalla Russia, racconta attraverso un centinaio di quadri questa storia. L'arrivo degli architetti Domenico Trezzini, prediletto da Pietro il Grande e autore della fortezza e della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, e Bartolomeo Rastrelli, chiamato dalla zarina Elisabetta, Antonio Rinaldi, Giacomo Quarenghi e Carlo Rossi. Senza dimenticare le opere di pittori italiani (comprati da Pietro il Grande in Italia) prestati dal Museo dell'Ermitage, tra i quali il ritratto di Paolo III di Tiziano, Tarquinio e Lucrezia di Jacopo Palma il Giovane.