Arrivano 25mila euro per sistemare una torre grazie all'interessamento dell'Archeoclub di zona Primi passi concreti per il recupero delle antiche mura medievali di Castel Sant'Angelo: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha comunicato al presidente dell'Archeoclub di zona, Flavia Festuccia, di aver concesso il finanziamento di 25mila euro erogato, a seguito della richiesta di intervento d'urgenza effettuata dalla sede locale, per consolidare una delle torri del circuito murario. L'opera segue quella del 1990, richiesta sempre dall'Archeoclub, a cui prestò il suo interessamento anche l'allora vescovo di Rieti, Giuseppe Molinari, nel corso della quale venne restaurata la torre campanaria grazie ad un finanziamento pubblico di 100 milioni. Il complesso difensivo, di età durazzesca, lungo circa un chilometro, è costituito da dieci torri collegate da lunghi tratti di mura. «La Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio del Lazio ha deciso, anche in base alla documentazione fornita sullo stato delle mura da parte dell'Archeoclub stesso, di intervenire in modo adeguato per salvaguardare il complesso monumentale che versa in gravi condizioni di stabilità - afferma l'architetto Festuccia - In numerose parti abbiamo registrato cedimenti della struttura con distacco di grossi blocchi di manufatto. Quello delle mura non è l'unico problema di Castel Sant'Angelo: sarebbe urgente anche un intervento di consolidamento alla Porta di Pago da cui è recentemente caduto un concio e l'intera area circostante, compreso il rivellino cinquecentesco, in parte crollato ma di cui ne rimangono cospicui resti». Oggi lo stato di degrado della cinta muraria è causato dalle infiltrazioni d'acqua, dall'azione delle intemperie, gelo ed erosione del vento, della presenza della vegetazione, senza dimenticare la mancata manutenzione protattasi per numerosi decenni. È improrogabile quindi intervenire per salvaguardare un bene culturale di notevole portata per il Centro Italia, anche se il fatto che alcune torri sono di proprietà pubblica mentre altre appartengono a privati rappresenta certamente un ostacolo affinché venga allestito un piano di intervento completo su tutta la struttura monumentale. I Durazzo regnarono sul trono di Napoli nel corso della seconda metà del XIV secolo, ed essendo l'abitato di Castel Sant'Angelo, in quel periodo, un punto strategico posto a guardia delle terre settentrionali dello stato, al confine con quello della Chiesa, la fortificarono compiendo un'opera di grande architettura militare.
MONUMENTI DA SALVARE Inizia il recupero delle mura di Castel S. Angelo
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha concesso un finanziamento di 25mila euro all'Archeoclub di zona Primi passi per consolidare una torre del circuito murario di Castel Sant'Angelo. L'opera segue quella del 1990, che ha restaurato la torre campanaria grazie ad un finanziamento pubblico di 100 milioni. Il complesso difensivo, di età durazzesca, è costituito da dieci torri collegate da lunghi tratti di mura. La Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio del Lazio ha deciso di intervenire per salvaguardare il complesso monumentale, che versa in gravi condizioni di stabilità.
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