NARNI Un atto vandalico in piena regola. Un faretto, impermeabile, della fontana "del pesce" a Narni, è stato fatto a pezzi, con conseguenti cortocircuiti nell'impianto: era stata appena inaugurata la fontana, dopo anni di attesa, per un giardino che nonostante, la scarsa cura, era comunque molto frequentato. Poi la rimessa a punto, con una bellissima fontana, che funzionava a "ricircolo d'acqua" e con una intrigante luce di fondo. Non è "piaciuta" ai vandali, che alla prima occasione utile, l'hanno messa in ginocchio: "Certo che non ci faremo arrestare - dicono in comune - è però vero che queste ed altre occasioni sono fatte per togliere la voglia di realizzare cose nuove". Quella fontana ha nel nome un altro atto vandalico: il "pescetto" di granito venne carpito vent'anni fa, fatto a pezzi e rimesso nella vasca, tanto per far capire lo sfregio alle cose pubbliche. E così la fontana è rimasta. In Comune hanno dato l'incarico ad un artista di rifarlo di nuovo, questa volta in metallo, per ripartire con il discorso dell'abbellimento della città, con la speranza che questo non venga lasciato in pace. E si pensa ad un sistema semplicissimo di telecamere che potrebbero registrare qualsiasi movimento sospetto all'interno dei giardini per risalire ai responsabili e chiederne conto. Ma è un aumento costante delle distruzioni vandaliche, dai giochi per i bambini nei giardini, alle scritte nei muri, alle tabelle divelte al punto che, quando si è trattato di spostare il leone, che avrebbe dato l'idea alla Disney per la bestia feroce di "Cronache di Narnia", la soprintendenza di Perugia ha impedito che l'opera, pregevole d'epoca imperiale romana in marmo, uscisse dagli androni del palazzo comunale. "E' da preservare sia dai ladri che dai vandali" è stato detto e così il gran "leone" è rimasto mestamente nel cantiere con poca visibilità complessiva. C'è anche da scontare la "maledizione" delle fontane: a Narni non ce n'è una che posa funzionare per qualche giorno dalle bellissime medievali del centro a quelle di Narni Scalo: dopo qualche tempo si rompono, si inceppano, mostrano problemi e vengono svuotate. Così per quella del parco, così per l'altra al bivio di Capitone, diventata un'aiola per evitare di perderci altro tempo. E così ora quella del "pesce".