Da giovedì una serie di eventi dedicati all'arte, alla cultura e all'economia del nostro Paese In primo piano automotive, alimentare, abbigliamento, arredo e biotecnologie Dall'arte all'economia, passando per la formazione, con una serie di eventi che cominceranno a gennaio, il 19 e il 20, e continueranno per tutto l'anno. Una raffica di manifestazioni che porteranno l'eccellenza italiana a Pechino e dintorni. Era stato il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel corso della visita ufficiale a dicembre del 2004, a dichiarare che il 2006 sarebbe stato l'anno dell'Italia in Cina. Da allora a oggi l'organizzazione si è mossa, e ieri è stato presentato il calendario di "Italia in Cina 2006". «Un'occasione straordinaria per promuovere i rapporti tra i due Paesi. L'Italia si sta sempre più adoperando perché la collaborazione tra la Cina e l'Unione europea si sviluppi in un contesto di sempre maggiore correttezza, rispetto delle regole e trasparenza», ha detto ieri il sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver, sottolineando che il nostro Paese sta spingendo per la negoziazione del nuovo accordo quadro che deve sostituire l'accordo di cooperazione economica e commerciale del 1985. L'iniziativa "Italia in Cina 2006" ha coinvolto altri ministeri, tra cui le Attività produttive, l'Ambiente, la Salute, il ministero per l'Istruzione e l'Università, l'Ice, otto regioni italiane, tutti presenti alla conferenza stampa di ieri, insieme all'ambasciatore cinese a Roma, Dong Jinyi. Il ministro per i Beni e le attività culturali Rocco Buttiglione sarà a Pechino, insieme al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, per presenziare all'inaugurazione della manifestazione. Il programma culturale comprende oltre 40 eventi tra mostre, concerti, spettacoli di danza e teatro, cinema. Molto ricco è anche il programma economico: l'Italia porterà in Cina i settori delle quattro A, cioè automotive, abbigliamento, alimentare, arredo. Ma ci saranno anche comparti innovativi come le biotecnologie, le nanotecnologie, le attrezzature elettromedicali, la nautica. Anche il turismo sarà una componente importante del dialogo tra Italia e Cina. Ci saranno le grandi imprese, ma anche le piccole e medie, che saranno ospiti d'onore alla Fiera di Canton. Importante è anche il coinvolgimento del ministero dell'Ambiente, che ha in programma una serie di iniziative a favore della tutela ambientale, oppure per individuare fonti di energia alternativa e lottare contro l'inquinamento. Altro aspetto, la formazione: 100 ragazzi scelti dalle università italiane faranno stage di 12 mesi in azienda italiane in Cina. «L'anno dell'Italia in Cina potrebbe durare più di 365 giorni, come è stato nel 2001 con la manifestazione Italia in Giappone», commenta l'ambasciatore italiano a Pechino, Gabriele Menegatti, che in quell'occasione era a Tokyo. Menegatti sottolinea però le differenze economiche tra le due manifestazioni: «Italia-Giappone fu finanziata soprattutto da una Fondazione pubblico-privata creata appositamente, e il grosso delle risorse fu assicurato dai grandi gruppi editoriali nipponici. Con la Cina è diverso: i fondi sono solo pubblici, circa 45 milioni di euro, e i cinesi finora non hanno stanziato nulla. Quindi anche le manifestazioni culturali dovranno avere una logica economica» continua l'ambasciatore, convinto che comunque la manifestazione avrà successo e che l'agenda si infittirà nel corso dell'anno. Ad oggi l'Italia è in terza posizione tra i Paesi fornitori della Ue in Cina, dopo Germania e Francia. Come cliente, siamo al quinto posto, dopo Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia. Quindi anche per investimenti, dopo Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia.