Stanziati dalla Protezione civile per il completamento Noto. Un milione di euro è la cifra stanziata per le rifiniture interne della Cattedrale di Noto. La cifra è stata ufficializzata per la prima volta ieri, dopo che Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, ha emanato una ordinanza per disciplinare e creare una scaletta per ciò che riguarda il restauro delle vetrate artistiche, i lavori di pavimentazione, gli oggetti ed i corredi sacri, le sculture e gli oggetti in legno, i dipinti su tela e su carta, le pale dell'Altare ed infine gli arredi mobili interni. L'ordinanza inoltre entra in merito alla composizione del gruppo di tecnici e di supervisori che dovranno presiedere allo svolgimento dei lavori nelle sue varie fasi dal piano programmatico, a quello degli acquisti, fino alla concreta esecuzione dei lavori. Il prefetto di Siracusa è nominato commissario delegato della ricostruzione e svolgerà la funzione di supervisore di tutte le attività al fine di ottenere un adeguato livello artistico e sempre lo stesso potrà nominare i progettisti dei diversi interventi. Una commissione consuntiva composta da sette esperti in materia di Beni culturali, architettonici e artistici avrà il compito di coordinare l'attività di progettazione e di armonizzazione degli interventi. Uno stralcio e le prime anticipazioni di questo provvedimento erano già state accennate, in forma ufficiosa, da Nicola Bono e dallo stesso Bertolaso durante un incontro privato con mons. Giuseppe Malandrino, vescovo della diocesi di Noto. Si entra dunque per la prima volta nel merito del livello estetico dell'opera di ricostruzione ed è proprio Bono a dire per primo la sua: «Nell'opera di armonizzazione degli interventi, la commissione garantirà quegli standard qualitativi di livello assoluto, indispensabili per restituire al tempio la propria storica e specifica eccellenza estetica». Ed è proprio sul tema dell'estetica delle decorazioni che si attendono i dibattiti più accesi tra i tradizionalisti ed i riformisti, tra chi vorrebbe un ritorno al metodi di raffigurazione classica e tra chi spinge verso un intervento più moderno. In questo ambito la corrente più accreditata per il momento è la seconda che vede nel moderno la chiave di volta delle pitture interne. «In particolare - ha commentato il sottosegretario ai Beni Culturali - è stata definitivamente sancita la scelta di realizzare opere pittoriche moderne ma contestualizzate rispetto al patrimonio artistico del tempio. Una vera e propria operazione culturale che, dopo la ricostruzione della cattedrale come era e dove era, rappresenterà un elemento di novità che, negli anni a venire, potrà costituire un'ulteriore e autonoma capacità d'attrazione». Nella definizione di questo aspetto interlocutore attivo è stato e continuerà ad essere l'istituzione religiosa nella persona di mons. Piacenza, responsabile dei Beni Culturali della Santa Sede. «L'importanza di questa ordinanza - ha aggiunto il sottosegretario - è di assoluta grandezza, in quanto sana quel vuoto legislativo che avrebbe oggettivamente impedito il completamento della ricostruzione. Oggi abbiamo quindi uno scenario definito, che vede da un lato gli interventi strutturali quasi ultimati che, condizioni metereologiche permettendo, saranno completati entro il prossimo mese di marzo, e i lavori relativi alle rifiniture interne, per i quali il percorso è ormai virtuosamente tracciato, che potrebbero registrare una lievitazione dei tempi proporzionata alla delicatezza delle scelte da compire nel merito. Per tali ragioni nei prossimi giorni si dovrà quindi stabilire come procedere e, in particolare, come e quando prendere atto formalmente del completamento dei lavori sul piano strutturale per restituire il Tempio alle fruizione di fedeli e visitatori, a dieci anni dal crollo».