Noto. Crescono le attese e sale la temperatura attorno ai lavori di restauro della Cattedrale di Noto. Il 13 Marzo saranno esattamente 10 anni dalla data del crollo, quando tutta la città si fermò di fronte le macerie del luogo di culto, centro della devozione di tutti i notini. I pilastri crollati, la cupola ridotta ad uno stralcio - staccato dal fondo azzurro del cielo - e poi ancora le navate completamente distrutte sono state immagini che hanno segnato la storia degli ultimi dieci anni. Adesso in prossimità della data fissata per la conclusione dei lavori si intensificano i controlli e i riflettori vengono puntati sulla città. Sabato mattina in seguito al sopralluogo fatto da Nicola Bono, Sottosegretario per i Beni Culturali, e Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, un importante passo avanti è stato fatto a livello programmatico. Durante il sopralluogo che minuziosamente ha interessato tutti i tipi di aspetti, sia quelli esecutivi che revisionali, si è parlato di molte cose. La fine dei lavori di ristrutturazione strutturale, il problema delle rifiniture, la pavimentazione. E sono state prospettate diverse possibilità. Le domande più frequenti sono: dopo il restauro strutturale sarà possibile una parziale apertura al pubblico? A che tipo di stile s'ispireranno le decorazioni interne, gli affreschi e l'arredamento per il culto? Tutte risposte che per ora vengono solo abbozzate e che saranno affrontate nel corso di interventi successivi al mese di Marzo. "L'operazione di decorazione interna deve seguire l'idea di un'operazione culturale. - commenta Bono - Questo significa votare i principi di composizione verso uno stile moderno che si armonizzi con lo spettro architettonico, con la tradizione del luogo ma che allo stesso tempo sia considerato come un valore aggiunto rispetto alle fattezze architettoniche del tempio". Riguardo questo nodo Guido Bertolaso in seguito all'incontro con il Vescovo della Diocesi di Noto, Mons. Giuseppe Malandrino, ha affermato l'imminenza di una relazione sui criteri da rispettare e sulle modalità per attuare gli elementi di rifinitura. Questo aspetto è un punto fondamentale perché la restituzione al culto pubblico della Cattedrale avverrà solamente quando tutti gli elementi saranno al posto giusto. Per il momento la Cattedrale di San Niccolò è come in uno stato di risveglio imminente. "E come sta questo Malato? Ha domandato ironicamente il vescovo Mons. Malandrino. "Pronta per essere dimesso" è stata la risposta del sottosegretario Nicola Bono. Adesso tutta la cittadinanza - che per questo tema si allarga a dismisura - starà con il fiato sospeso per qualche mese. E c'è già chi rimane sorpreso nel vedere lo scheletro ligneo della cupola per cui si attende il posizionamento della lanterna.