Ma il cda non approva il bilancio per evitare il commissariamento «Nonostante drastiche riduzioni nelle spese quasi sei milioni di euro su un budget di 36 siamo sotto di tre milioni di euro. Queste cifre si commentano da sole. Il teatro La Fenice non può chiudere in pareggio il bilancio di previsione... E poiché tutti i teatri lirici d'Italia si trovano in queste condizioni, valuteremo assieme quali iniziative assumere verso il Ministero dei Beni Culturali». E' la sconsolata dichiarazione del sindaco Massimo Cacciari, presidente della fondazione lirica che, nel Consiglio di amministrazione di ieri, doveva approvare il bilancio di previsione 2006. Ma approvarlo in deficit com'era ormai inevitabile dopo i tagli governativi al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo significava, in base alla legge attuale sugli enti lirici, aprire la strada al commissariamento della fondazione guidata dal sovrintendente Giampaolo Vianello. Di qui la rinuncia ad approvarlo, in attesa di trovare una linea comune con le altre fondazioni liriche. L'orientamento potrebbe essere quello di approvare tutte quante il bilancio in deficit, trasformando la decisione in un fatto politico e passando la palla al governo, che non potrebbe, ovviamente, inviare un commissario in ognuno degli enti lirici italiani. «La situazione del Teatro La Fenice ha spiegato ancora Cacciari si riassume in poche cifre: il bilancio del 2005 si è chiuso sulla cifra di 35 milioni di euro. Il budget per il 2006, vista la riduzione del Fus da 16 milioni 500 mila a 13 milioni di euro, sarà di 28 milioni 150 mila euro. Le spese per il 2006 ammontano a 31 milioni 136 mila euro, e questo nonostante la riduzione di due milioni nelle spese per il personale, di due milioni e 300 mila euro nei costi di produzione, di un milione e mezzo di euro nei costi indiretti». Tagli, appunto, di quasi 6 milioni di euro, che lasciano, però, il bilancio in rosso di altri 3 milioni. Il cda della Fenice ieri ha anche ufficializzato il taglio di due opere per il 2006, rinviate all'anno successivo per risparmiare. Sono Il crociato in Egitto di Meyerbeer, che sarà sostituito da un ciclo sinfonico e l'opera di apertura della nuova stagione lirica, spostata dall'autunno 2006 al gennaio 2007. Via libera anche a Fest, la nuova società mista presieduta da Cesare de Michelis che si occuperà di commercializzazione e marketing. Da segnalare, ancora la crescente irritazione delle Rappresentanze sindacali unitarie della Fenice, che avrebbero dovuto incontrare il sovrintendente prima del Consiglio secondo gli accordi per essere informati della situazione e che invece si sono trovati, almeno in parte, di fronte al fatto compiuto. E la temperatura interna resta in ebollizione.
Fenice, deficit di tre milioni di euro
Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Lirica di Venezia, guidata dal sindaco Massimo Cacciari, ha deciso di non approvare il bilancio di previsione 2006 a causa delle drastiche riduzioni nelle spese, che hanno portato a un deficit di 3 milioni di euro. Il teatro La Fenice non può chiudere in pareggio il bilancio, nonostante tagli di quasi 6 milioni di euro. Il sovrintendente Giampaolo Vianello ha espresso la sua disapprovazione per la decisione, che potrebbe aprire la strada al commissariamento della fondazione.
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