Mostre, spettacoli e affari; si apre l'anno dell'Italia Ottanta capolavori per conquistare la Cina. Un disegno giovanile di Leonardo, probabile modello di una Madonna adorante. Un Raffaello che ritrae Francesco Maria della Rovere, il duca di Urbino. Due Botticelli, Pallade col Centauro e Sant'Agostino nello studio. Un Tiziano, un Caravaggio, un Mantegna. Il Beato Angelico con lo sposalizio della Vergine. E non si finirebbe mai, tale è la ricchezza delle perle di ritratti che arrivano carichi di coperture assicurative per 150 milioni di euro. L'Italia porta qui l'eccellenza della sua arte dal Duecento al neoclassicismo, passando dal cuore del Rinascimento simbolo di affermazione e di riscatto, per raccontare i volti dell'uomo in sei secoli di storia e per avviare attraverso la meraviglia che questi quadri generano un'opera di recupero della visibilità culturale ed economica sottratte da un'altra Europa (Francia, Germania, Inghilterra, Spagna) più spregiudicata ma meno densa di stupefacente ingegnosità. Con una mostra straordinaria che mette assieme le collezioni dei Musei di Stato fiorentini si inaugura fra giovedì e venerdì l'anno dell'Italia in Cina, un lungo percorso di iniziative elaborate per riaprire le porte del Celeste Impero alla nostra impresa e per offrire le immagini migliori che possediamo e che spesso congeliamo nell'inerzia: le idee, l'innovazione, la fantasia, il mestiere. Poco più di un anno fa, dicembre 2004, il presidente Ciampi e il presidente Hu Jintao firmarono l'intesa per riaprire la Via della Seta, metaforica rappresentazione dell'antica collaborazione fra i due Paesi. Quell'impegno, insieme affascinante e programmatico, un manifesto politico, richiedeva all'ambasciatore Gabriele Menegatti di trovare risorse scarsissime in tempi di ristrettezze finanziarie, ma alla fine con 45 milioni di euro usciti dal cilindro del governo italiano la vecchia strada si riapre. In dodici mesi ci saranno fra Pechino, Shanghai, Hong Kong, Tianjin, Guangzhou (Canton) le massime espressioni della cultura dell'Italia. Tradizione e modernità. Il concerto della Nuova Orchestra Scarlatti allestito dal San Carlo di Napoli che apre giovedì con Verdi, Donizetti e Puccini. Il Carlo Felice di Genova (Barbiere di Siviglia) e La Fenice di Venezia (La Traviata e Mozart). Il balletto della Scala (Don Giovanni). Il balletto acrobatico Kataklò e l'Aterballetto. Il maestro Riccardo Muti e il maestro Maurizio Pollini. Poi la moda, il design, il cinema con i migliori autori. E a chiudere le rassegne sugli Etruschi e su Pompei. Un programma che ha lo scopo di trascinare il sistema Italia e di spalancargli le porte di un mercato immenso. Con il medesimo stile l'anno scorso la Francia è venuta a quintuplicare il suo portafoglio di grandi affari nell'Impero di Mezzo. Lo stesso sta per fare la Russia di Putin per appoggiare accordi sempre più forti nei settori dell'energia e degli armamenti E pure la Spagna di Zapatero nel 2007. Il timbro politico che hanno offerto, questi Paesi, è (per ora) molto più consistente dell'italiano. Più convinti del rapporto strategico con la Cina hanno coinvolto delegazioni governative ai livelli di premier. Roma spedirà al taglio del nastro Rocco Bottiglione, che è ministro della cultura ma non capo dell'Esecutivo, e il sottosegretario agli Esteri Mantica. Come una Ferrari che parte in seconda o in terza marcia. Ma è meglio avviare il motore che tenerlo spento. Il presidente Ciampi, amico del Dragone, alla fine del 2004 quando venne a Pechino con al seguito Confindustria confidò: «Il 2006 sarà per noi una verifica di medio periodo». L'Italia, con mezzo governo filocinese e mezzo no, cerca oggi uno spazio nel ventre del gigante d'Asia. Sarà tardi?
Arte e cultura, da Raffaello a Verdi. In Cina i miti del made in Italy
L'Italia apre l'anno dell'Italia Ottanta con una mostra straordinaria a Pechino, che mette assieme le collezioni dei Musei di Stato fiorentini. La mostra presenta opere d'arte dal Duecento al neoclassicismo, tra cui quadri di Leonardo, Raffaello, Botticelli e Tiziano. Il programma include anche concerti, balletti, mostre di moda e design, e film. L'obiettivo è trascinare il sistema Italia e spalancargli le porte di un mercato immenso in Cina. L'Italia ha già firmato un'intesa con la Cina per riaprire la Via della Seta e ha inviato una delegazione governativa a Pechino per discutere accordi commerciali.
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