Alle Scuderie del Quirinale un tesoro dì 400 pezzi racconterà mille anni di storia e arte cinese ROMA I pezzi più spettacolari saranno probabilmente i quindici tra rematori, cavalieri, funzionari di vario rango, balestrieri, addirittura giocolieri: muti testimoni di Qin Siri Huangdi, Primo Imperatore della Dinasta Quin, Consegnati a quella terracotta che dopo secoli di sepoltura continua a restituire mille volti tutti diversi tra loro, ma ugualmente indecifrabili, fissati nel loro gesto di servizio al Sovrano nel regno della morte. È il famoso Esercito di Terracotta, ormai famosissimo in tutto il mondo, superbo simbolo di una Cina che si sta imponendo nel mondo non solo economicamente ma anche col suo retaggio culturale. Accanto a loro, cinque cavalli con le finiture ricche di particolari. Ma la quantità di materiale che partirà dalla Cina per dai- vita alla mostra «Cìna-verso il Primo impero» alle Scuderie romane del Quirinale dal 15 settembre di quest'anno al 28 gennaio 2007 sarà sterminata: quattrocento unità, annunciano con orgoglio alla società organizzatri-ce «Mondomostre», il più alto numero mai concesso dalle autorità culturali cinesi per una rassegna occidentale. Sarà il l'acconto di un millennio di storia e d'arte cinese, dalla Dinastia Zhou (1045-210 avanti Cristo) al Primo impero (210 avanti Cristo-25 dopo Cristo). L'elenco dei tesori è lunghissimo: vasi sacrificali, carillon di campane, un pettorale di giada, un litofono di bronzo, un airone di bronzo, ventidue animali di terracotta (buoi, maiali, cani, pecore), sarcofagi, lacche, bicchieri. Ed è solo una rapidissima sin: tesi. La Dinastia degli Han Occidentali (dagli scavi di Xianyang e Yan-gling) sarà rappresentata da gruppi ancora poco noti in Occidente, ma di grande effetto: schiere di cinquanta soldati o venti ancelle, ancora legati tra loro e alla terracotta, alti una sessantina di centimetri. Un accumulo, insomma. Lo dice anche il regista Luca Ronconi che affronterà per la prima volta (con la sua scenografa Margherita Palli) l'impegno di allestire una mostra tanto vasta: «Dovremo necessariamente procedere così, per accumulo, e puntare sulla spettacolarità che può nascerne. Sarebbe sbagliato mettersi a "distillare" il singolo oggetto perché l'idea stessa di scavo suggerisce il raggruppamento». Ronconi non conta nemmeno di rispettare alla lettera la cronologia: «Noi europei non cadrem-mo mai nell'errore di scambiare un'opera del 1200 con una del Barocco. Ma nel caso di questi tesori cinesi, agli occhi di noi occidentali, un percorso rigidamente storico avrebbe un senso relativo. Meglio per esempio procedere per paragone tra oggetti dello stesso tipo». Il regista ammette che bisognerà fare i conti con l'idea della morte, poiché il tesoro cinese viene da tombe reali o di grandi nobili: «Sarebbe sbagliato dimenticare la loro provenienza. Tutto è connesso alla sopravvivenza nell'altro mondo. Ma l'idea funeraria cinese è completamente diversa dalla nostra. Ci sarà piuttosto una suggestione legata alla glorificazione, alla potenza, alla protezione del Sovrano». Ora Ronconi, tra una regia e l'altra, sta studiando il «caso» cinese: «Non potrò ispirarmi a lavori precedenti. Piuttosto avverrà il contrario, visto che poco dopo l'appuntamento alle Scuderie dovrò affrontare una Turandot al Regio di Torino». Se Luca Ronconi sarà il regista-allestitore, la cura scientifica è affidata a Lionello Lanciotti, professore emerito di Filologia cinese all'Orientale di Napoli, e a Maurizio Scarpari, ordinario di Lingua cinese classica alla Ca' Foscari di Venezia, che insieme hanno già seguito le due grandi mostre sulla Cina a palazzo Ducale a Venezia negli anni '80. «Cina-Verso il Primo impero» ha comunque alle spalle una insolita collaborazione triangolare istituzional-politica: Quirinale, governo, Campidoglio. La prima idea è nata proprio durante il viaggio di Ciam-pi in Cina, nel dicembre 2004. Poi altri viaggi dell'ex ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, hanno consolidate le intese. Il tutto ha come palcoscenico le Scuderie, grandioso spazio di proprietà del Quirinale ma gestito dal Palaexpò, azienda culturale del Comune di Roma. Dice il suo presidente, Giorgio Van Straten: «Ospiteremo la più completa mostra sui grandi scavi archeologici cinesi. E offriremo l'opportunità di studiare la storia e l'arte di un Paese che oggi si propone con forza sul palcoscenico del mondo. Stessa operazione abbiamo compiuto con l'India. Mi auguro che la rassegna, serva in futuro a comprendere meglio la contemporaneità cinese. Alcuni tra gli artisti più interessanti del mondo di oggi si manifestano in Cina. Dovremo al, più presto studiare e naturalmente1 capire anche loro».
Guerrieri e rematori, ecco l'Esercito di Terracotta
A Roma, alle Scuderie del Quirinale, partirà una mostra che racconterà mille anni di storia e arte cinese con 400 pezzi, tra cui i famosi soldati di terracotta, cavalli e oggetti sacrificali. Il tesoro cinese sarà esposto dal 15 settembre al 28 gennaio 2007. La mostra sarà la più grande mai organizzata in Occidente, con 400 unità, e sarà curata da un team di esperti cinesi e italiani. La mostra sarà un'opportunità per comprendere meglio la storia e l'arte cinese e per studiare la contemporaneità del Paese. Il regista Luca Ronconi ha detto che la mostra sarà una "accumulazione" di oggetti e che non sarà possibile "distillare" il singolo oggetto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo