OPERAZIONE APOCALISSE: FRODI ECONOMICHE E DANNI ALL'AMBIENTE, TRENTA ARRESTI E MIGLIAIA DI ETTARI DI TERRENO SEQUESTRATI NEL PARCO DELL'ALTA MURGIA Forestali, Carabinieri e Finanzieri in azione dalle prime luci dell'alba su ordine della Procura di Trani. Nel corso dell'operazione, scattata dopo anni di indagini approfondite, sono state ben 86 le persone indagate e 30 quelle arrestate, di cui 16 poste agli arresti domiciliari; circa 30 milioni di metri quadrati di territorio sono stati posti sotto sequestro penale. L'impatto ambientale è stato definito "gravissimo" per la parziale distruzione di un paesaggio unico quella della "pietra affiorante" e per i dissesti idrogeologici prodotti 11 Gennaio E' in corso dalle prime luci dell'alba la più vasta operazione sinora condotta in Italia, finalizzata alla repressione di reati economici e ambientali. Si tratta di truffa ai danni della Comunità Europea; indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato in materia di PAC (Politica Agricola Comunitaria); seminativi, per un totale di dieci milioni di euro, percepiti illegalmente. Sono stati anche commessi reati contro l'ambiente, come spietramenti abusivi e violazioni dei vincoli di tutela del paesaggio, con gravissimi rischi idrogeologici, che hanno interessato un territorio di oltre duemila ettari, nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Nel corso dell'operazione, denominata "apocalisse", sono state ben 86 le persone indagate e 30 quelle arrestate, di cui 16 poste agli arresti domiciliari; circa 30 milioni di metri quadrati di territorio sono stati posti sotto sequestro penale. L'indagine, che ha portato all'operazione odierna, parte nel 2003 con il sequestro operato da agenti del Corpo forestale dello Stato di un terreno all'interno della Zona di Protezione Speciale dell'Alta Murgia, trasformato abusivamente da pascolo ad agricolo. Da quel primo nucleo di indagine, i forestali hanno esteso i controlli all'intera superficie del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, per circoscrivere l'estensione di quello che da subito è apparso come un fenomeno generalizzato e ad alto impatto ambientale. In tre anni gli agenti del Corpo forestale hanno perlustrato la superficie del Parco, censito e perimetrato tramite GPS, tutte le trasformazioni abusive rilevate. In un secondo tempo i dati sono stati sovrapposti ad aerofotogrammetrie, realizzate tra il 1989 e il 2004, ottenendo così la cartina degli illeciti e la loro scansione temporale. I risultati - grazie al SIM (Sistema Informativo della Montagna) la sofisticata rete informatica e banca dati del Corpo - sono stati poi incrociati con le mappe catastali per risalire ai proprietari dei terreni. Da qui la scoperta che le alterazioni del territorio, la trasformazione dei fondi da pascolo a seminativo, erano finalizzati alla richiesta di contributi della Comunità Europea in materia di PAC, frode stimata in oltre 10 milioni di euro. Dal punto di vista ambientale risulta che circa un terzo del territorio del Parco è stato alterato: 30milioni di metri quadrati di superficie di natura carsica, storicamente destinati alla pastorizia sono stati spietrati, dissodati, con la distruzione del complesso suola-roccia, e trasformati illegalmente in coltivi. L'impatto ambientale è stato definito "gravissimo" per la parziale distruzione di un paesaggio unico quella della "pietra affiorante" e per i dissesti idrogeologici prodotti. Pale meccaniche e aratri hanno distrutto la stratificazione naturale del suolo, compromesso la struttura fisica e la continuità nella canalizzazione e nella porosità dei terreni, e alterato la conducibilità termica e idraulica delle superfici. La struttura globale si presenta così indebolita per una riduzione della coesione superficiale determinata dallo sgretolamento degli aggregati. Le caratteristiche fisiche e chimiche del sistema risultano alterate, così come la naturale fertilità, con un impoverimento globale in sostanza organica. Si è nel contempo ridotta la capacità di ritenzione idrica del suolo, ed è aumentata l'esposizione ai fattori erosivi, con accelerazione del processo di desertificazione. Oggi il paesaggio altomurgiano si presenta banalizzato e compromesso. Distrutto in buona parte quello carsico superficiale, caratterizzato da lame e doline, e alterato quello sotterraneo, per la diminuzione della quantità di acque che riescono ad infiltrarsi nel terreno superficiale, ora argilloso. Dal punto di vista della vegetazione, nei territori trasformati in coltivi, o desertificati, si è avuta una perdita totale di biodiversità, di struttura e composizione chimico-fisica dei suoli. L'operazione, coordinata dal Sostituto Procuratore di Trani, Dr. Antonio Savasta, è scattata nel corso della notte e rappresenta l'atto finale di una lunga e complessa indagine che ha preso le mosse da un'intuizione del Comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Corato, sviluppata poi, per i rispettivi aspetti di competenza, dalla stessa Forestale, dal Nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Salerno, dal Comando Provinciale Guardia di Finanza di Bari, dal Gruppo Elicotteristi GDF di Bari (ROAN), nonché dal Comando Stazione del Corpo Forestale di Spinazzola. All'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP Nardi, hanno partecipato oltre al Comando Stazione Forestale di Corato, il Coordinamento Territoriale per l'Alta Murgia, oltre a diversi reparti regionali del Corpo forestale dello Stato, al Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale del CFS (NICAF) di Roma, e al reparto elicotteri del CFS; Carabinieri del Nucleo Antifrode di Salerno, del Comando Provinciale di Bari e del NAC di Roma e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari.
PARCO DELL'ALTA MURGIA: operazione Apocalisse
L'operazione "Apocalisse" è iniziata alle prime luci dell'alba con l'arresto di 30 persone sospettate di aver commesso reati economici e ambientali nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia. L'indagine, iniziata nel 2003, ha portato a una vasta operazione che ha coinvolto diverse forze dell'ordine e ha visto la sequestro di circa 30 milioni di metri quadrati di territorio. I reati commessi includono truffe, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e seminativi illegali, con un impatto ambientale definito "gravissimo" per la parziale distruzione di un paesaggio unico e per i dissesti idrogeologici prodotti.
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