Il convegno Gli architetti chiedono vincolo monumentale CerignolaDa quasi mezzo secolo tutti i manuali di architettura lo riportano con grande rilevanza come un esempio di come si possa fare architettura moderna, di valore, anche per la realizzazione di «case popolari». Stiamo parlando del Quartiere Ina Casa progettato negli anni '50 dall'architetto romano Mario Ridolfi, per il quale l'associazione architetti di Cerignola (Arce) intende ora richiedere al ministero per i beni e le tttività culturali il vincolo monumentale. Mercoledì alle 17 l'intervento realizzato su via XXV Aprile, sarà oggetto di un convegno, organizzato dall'ArCe sul tema: «Un monumento dell'architettura contemporanea: il quartiere «Ina Casa» dell'architetto Mario Ridolfi a Cerignola» che avrà luogo a Palazzo Coccia. Al convegno parteciperanno personalità illustri del Dipartimento «Icar» del Politecnico di Bari e docenti della Facoltà di ingegneria dell'Università di Roma, Tor Vergata. I temi trattati spazieranno dalla gestione Ina Casa negli anni '50 alla realizzazione del quartiere Ina Casa a Cerignola e Foggia, fino a trattare le tecniche di restauro del moderno e a tutte le opere archiviate del secondo 900 in Puglia. L'iniziativa degli architetti cerignolani cade in un momento importante nella programmazione urbanistica: l'imminente bando di concorso nazionale di progettazione che riguarderà due nuovi interventi di 167 in zona nord ovest, nell'area tra viale Usa e via Padula, l'altra in zona sud est nella zona Fornaci che ci si augura possano rispondere a modelli urbanistici ed architettonici diversi da quelli adottati in passato, sia per quanto riguarda l'esigenza di non dar vita a nuovi «quartieri dormitorio» privi di servizi (come quelli delle tre maxi 167 ai rioni Fornaci, Torriclli e San Samuele) sia per quanto concerne la qualità e l'estetica degli interventi edilizi. Non è un mistero che spesso, in tema di edilizia sovvenzionata, economica o popolare si siano ritualmente verificati casi di «concorsi d'idee al massimo ribasso», con interventi esteticamente e funzionalmente davvero brutti ed inospitali che fatalmente hanno anche creato e coltivato sacche di disagio, emarginazione e devianze. L'intervento di Ridolfi si muove infatti su un terreno diametralmente opposto e non a caso figura con bella evidenza nella biografia di un professionista di grande prestigio (nato a Roma nel 1904 e morto suicida a Terni nell'84) che ha realizzato decine di opere a Roma e in altre città. «L'associazione - si legge in una nota dell'Arce presieduta dall'architetto Enzo Rendine che aprirà i lavori del convegno - si propone di effettuare un'opera di sensibilizzazione sul valore del patrimonio moderno e un' azione di informazione sulle esperienze di conservazione, poiché anche il moderno è una tappa fondamentale del nostro percorso culturale, non soltanto ciò che si definisce «antico».