NOTO. (vr) Non voleva parlare, ma alla fine qualche parola è scappata. Guido Bertolaso, numero uno della Protezione civile italiana, è tornato ieri mattina - a quasi tre anni di distanza - nella città barocca per fare il punto sulla situazione dei lavori di ricostruzione della Cattedrale, accompagnato da tre collaboratrici e dal sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono. "Sono qui oggi in visita privata, parlerò quando verrò ufficialmente", ha tagliato corto Bertolaso, che s'è reso conto di persona dell'avanzamento dei lavori del gigante di pietra, in una vera e propria odissea tra cupolini, grovigli di impalcature e scalette ("Eh sì, la cultura è un sacrificio!" ha commentato sorridendo Bono). Su e giù, dalla cupola ai tetti delle navate fino al prospetto. "Un importante passo avanti rispetto alla mia ultima visita - ha notato -, adesso siamo alle battute finali, si tratta di risolvere gli ultimi punti". Importanza rilevante assumono adesso i lavori i rifinitura, gli affreschi (Bono è già in contatto con monsignor Piacenza, osservatore della Santa Sede per i Beni culturali), "anche se- fa sapere il sottosegretario - non sarebbe azzardata una ponderata riapertura della Cattedrale prima che questi lavori abbiano inizio". E già si parla di un incontro a Roma per parlare dei lavori post-rico-struzione, delle rifiniture; di un tavolo di concertazione, all'indomani dell'insediamento del nuovo prefetto Basile "così da investirlo subito, in quanto commissario dello Stato, della problematica". A coprire la scarsa eloquenza del direttore generale della Protezione civile ci pensano i fiumi di parole di Nicola Bono. "Questa visita consente di scrivere un'ipotesi di lavoro ravvicinata per l'inaugurazione dell'edificio", ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, il quale ha rivelato: "questa è la prima volta in cui faccio il periplo della Cattedrale. Non dimentichiamo che si tratta di un cantiere delicato, difficile e complesso. E' la prima volta che si ricostruisce con delle tecniche del Settecento, e la recente ordinanza firmata da Guido Bertolaso (quella che disciplina i lavori di rifinitura e relativi finanziamenti, ndr) concorre a rendere più chiaro quanto deve essere fatto all'interno della Cattedrale". Al termine del lungo sopralluogo all'interno del massimo tempio religioso della città, Bertolaso e Bono sono stati ricevuti in Vescovado dal vescovo della diocesi di Noto, monsignor Giuseppe Malandrino, che si è sincerato della "salute dell'ammalato". "L'ammalato sta bene, sta per guarire. C'è da decidere solo quando dimetterlo" è stata la risposta a tono del sottosegretario. Il vescovo ha anche ricordato che quella di Noto è "una delle poche Chiese al mondo ricostruite in pietra anziché in calcestruzzo", salutando come " padri della ricostruzione" sia Guido Bertolaso sia il suo predecessore, Franco Barberi. Prima di congedarsi Malandrino ha fatto dono a Bertolaso e a Bono di due piatti con l'immagine della Cattedrale. Nessuno però tocca il tasto dei ritardi, anche se Bono, facendo una smorfia di fastidio, ha annunciato: "sono pronto per scrivere un libro sui lavori che hanno interessato là Cattedrale di Noto, un diario di bordo in cui non risparmierò proprio nessuno". E c'è già il nome dell'autore della prefazione: monsignor Malandrino. VINCENZO ROSANA