Fino ad un decennio fa, o poco più, difficilmente si sarebbe pensato che scrittori come Dante Alighieri, Leonardo Sciascia, Grazia Deledda, Giovanni Verga, Carlo Levi, o poeti come Giosuè Carducci, Giacomo Leopardi, Eugenio Montale, potessero trasformarsi in una leva capace di alimentare un circuito economico interessante, che ha creato ricchezza, stimolato la nascita di imprese, realizzato nuove opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani. Dieci anni dopo avere concepito l'idea di far nascere i parchi letterari luoghi di memorie, nei quali scrittori e poeti sono nati, hanno vissuto, e hanno tratto ispirazione per scrivere le loro opere, organizzati e messi a disposizione dei turisti l'intuizione di Stanislao Nievo s'è rivelata esatta e lo sforzo intrapreso attraverso la Fondazione Ippolito Nievo, di valorizzare le economie locali inserendole nel mercato attraverso la "strettoia" del mito, della storia, e della letteratura, è stato coronato da successo. I 24 parchi letterari, un network esteso in sedici regioni, hanno vinto la prova del mercato: sono duecento le imprese costituite nei territori limitrofi ai parchi letterari nati con la sovvenzione totale Ue promossa da Ig (oggi Sviluppo Italia), Fondazione Nievo, Touring Club Italiano. Complessivamente sono circa 100 gli addetti occupati direttamente, più 300 nell'indotto, 150 le iniziative intraprese nel corso del 2002 (tra animazioni teatrali, mostre di pitture, premi letterari, convegni, spettacoli musicali, performance enogastronomiche ed altri eventi), 55 enti locali coinvolti (50 comuni, quattro provincie, una regione, oltre a università, fondazioni, associazioni di categoria, comunità montane, imprese turistiche e artigiane), e 300mila visitatori nel triennio 2000-2002 tra turisti organizzati, occasionali e studenti. «Abbiamo subito avuto chiaro dice Maurizio Panunzio, direttore della Fondazione Ippolito Nievo che un'iniziativa del genere dovesse avere un risvolto economico e, di conseguenza, lavorativo per alcuni soggetti, e non solo su base volontaristica». Nato con il patrocinio dell'Unesco, il progetto dei parchi letterari è stato promosso e realizzato dalla Fondazione Nievo. A nascere per primo, nel 1992, è stato il parco letterario dedicato a Ippolito Nievo, che comprende diversi comuni delle provincie di Udine, Pordenone e Venezia. Successivamente, sono stati istituiti i parchi letterari Isabella Morra a Valsinni (Matera), Grazia Deledda a Galtellì (Nuoro), Eugenio Montale a Monterosso (La Spezia), Gabriele D'Annunzio ad Anversa degli Abruzzi (L'Aquila), Omero a Sabaudia (Latina), Carlo Levi ad Aliano (Matera), Giovanni Verga ad Acicastello (Catania), Gian Battista Vico nel Cilento (Salerno) ed Elio Vittorini a Siracusa. Più altri 14 parchi nati con la sovvenzione Ue. Il percorso per l'affermazione dell'idea non è stato in discesa. Prima d'affrontare le problematiche del mercato e dell'impresa, i soggetti che hanno proposto l'iniziativa hanno dovuto imbastire un lungo lavoro di coinvolgimento delle popolazioni residenti. Il passo successivo consisterà adesso nell'integrare e sviluppare la rete dal punto di vista imprenditoriale e commerciale, cogliendo le opportunità di sviluppo offerte da questi giacimenti culturali, e intervenendo anche nei punti critici individuati nell'itinerario che ha portato alla nascita dei Parchi letterari. «Attualmente spiega Panunzio la Fondazione Nievo è impegnata a favorire la nascita di un'impresa di gestione per ciascun parco, la maggior parte dei quali ne è ancora priva. Parallelamente, dopo aver constatato l'assoluta immaturità degli operatori turistici tradizionali, a fronte del loro dichiarato interesse, abbiamo deciso di promuovere direttamente il turismo culturale». La Fondazione Nievo per sviluppare il network ha creato una società Providence che si occupa della gestione commerciale di servizi e prodotti a marchio (dai Viaggi sentimentali ai Sentieri del 2000, dalla Locanda della Sapienza alla Nave del tempo), anche in franchising.