Venticinque siti all'incanto. Numerose costruzioni e aree sono destinate a scopi pubblici da anni Caserme, forti, poligoni. Perfino un'ex base Nato e lo stadio Picco della Spezia Polemica la Regione: «È un assurdo riservare l'acquisto soltanto ai privati» Il ministero della Difesa mette in vendita, per ragioni di bilancio, alcuni tra i più importanti "gioielli" di famiglia. Caserme, forti, poligoni di tiro ed ex aree militari situate lungo l'intera penisola, che in molti casi si trovano in aree strategiche e a dir poco "appetite" dal mercato immobiliare. Come ad esempio, per quanto riguarda la Liguria, lo stadio "Picco" della Spezia, una serie di immobili e terreni a Portovenere e sull'isola Palmaria, la caserma Crespi di Savona, l'ex base della Nato a Calice e ancora le caserme Turinetto di Albenga e Camandone di Diano Castello. Proprietà che, come previsto dalla Finanziaria 2005, potranno essere acquistate solamente dai privati. «In questo modo - denuncia l'assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica della Regione, Carlo Ruggeri - la cessione di beni dello Stato non più utili alla Difesa si traduce in un impoverimento delle comunità locali, invece che diventare un possibile incremento di risorse per le pubbliche amministrazioni». Per quanto riguarda le proprietà che il ministero della Difesa ha in Liguria, quelle messe in vendita sono venticinque. A Genova l'elenco comprende l'ex magazzino foraggi, la caserma Gavoglio, l'ex forte Castellaccio e l'ex osservatorio di Oregina. Alla Spezia e dintorni saranno messi in vendita una base logistica, l'area dove sorge lo stadio Picco, il complesso ex Mardichi, l'ex forte Planelloni, il complesso immobiliare per la fusione di tritolo Valdilocchi di Pagliari, la fortificazione-poligono, l'ex casa cantoniera e l'ex forte Pezzino Alto di Portovenere, il complesso immobiliare, le fortificazioni e i terreni annessi dell'isola Palmaria, la base logistica di Valdilocchi e l'ex batteria Monte Bastia a Vezzano Ligure. Per quanto riguarda invece il ponente ligure, nel savonese la vendita riguarda la caserma Turinetto, il magazzino demaniale di via Piave e l'area del poligono di tiro di Campochiesa ad Albenga, l'ex base Nato Scatter di Calice, il forte centrale di Calizzano-Magliolo sul colle del Melogno, l'ex forte Bruciato di Pontinvrea-Stella e la caserma Crespi di Savona. Nell'imperiese, infine, verranno alienati la caserma Camandone di Diano Castello e il magazzino del Genio ad Imperia. Contro il decreto che prevede la vendita di questa serie di proprietà del ministero della Difesa ai privati, si è subito schierato l'assessore regionale Carlo Ruggeri. «Il programma di dismissione contenuto nel decreto ministeriale - spiega l'assessore - prevede l'alienazione di beni per molti dei quali esiste da tempo un forte interesse pubblico, già reso noto dagli enti locali che per alcuni avevano richiesto l'acquisto ai sensi dell'articolo 80 della Finanziaria 2004. Il programma di dismissioni prevede ora che gli acquirenti possano essere solo dei privati, un assurdo. Bisognerà trovare una soluzione per consentire ai comuni di poter accedere all'acquisizione di questi beni, molti dei quali già utilizzati a scopi pubblici da anni. Quanto meno la Regione Liguria chiederà, oltre a un serio confronto con il governo, che venga ripristinato il diritto di prelazione, già previsto dalla legge 662 del 1996».
LIGURIA: In vendita i beni della Difesa
Il ministero della Difesa sta mettendo in vendita venticinque siti all'incanto, tra cui caserme, forti, poligoni e aree militari, lungo tutta la penisola. Questi beni, che in molti casi si trovano in aree strategiche, saranno acquistati solo dai privati. L'assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica della Regione Liguria, Carlo Ruggeri, ha denunciato che questa decisione si traduce in un impoverimento delle comunità locali e non in un incremento di risorse per le pubbliche amministrazioni. La Regione chiederà un serio confronto con il governo e il ripristino del diritto di prelazione per gli enti locali.
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