ItaliaOggi - 1212006 L'accetta dell'economia si è abbattuta sul decreto legge università. Che potrebbe essere approvato nella versione light originaria, ossia quella varata dal consiglio dei ministri. Dopo il parere negativo del dicastero guidato da Giulio Tremonti, rischiano infatti di saltare per mancanza di copertura finanziaria la maggior parte degli emendamenti al disegno di legge As 3684 approvati in commissione istruzione al senato: dalla redifinizione del sistema scolastico privato alle assunzioni presso l'agenzia per i servizi sanitari regionali e l'istituto superiore di sanità. L'ultima parola sul ddl sarà data oggi dalla commissione bilancio di palazzo Madama, che ieri ha rilasciato parere favorevole solo al testo d'ingresso del provvedimento, rinviando appunto alla seduta di oggi la valutazione degli emendamenti. Una scelta, quella di dividere in due l'esame del ddl, che fa presagire un giudizio decisamente negativo sulla maggior parte delle modifiche. Gli emendamenti sono tanti, era necessaria una sessione ad hoc della commissione', spiega un abbottonato Antonio Azzolini, presidente della V commissione del Senato. Faremo un esame attento, ed è ovvio che dove riscontreremo un'insussistenza delle risorse finanziarie a copertura della norma, non potremo che esprimere giudizio negativo'. A parere espresso, il disegno di legge andrà in votazione in aula. Se sarà necessario, il testo dovrà essere sfoltito', conferma il presidente della commissione istruzione di palazzo Madama nonché relatore del disegno di legge, Franco Asciutti, pronto al repulisti. Il provvedimento, recante all'origine misure urgenti in materia di università, beni culturali e in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonché in tema di rinegoziazione dei mutui', si era arricchito di norme ad hoc sul fronte delle scuole private, della dirigenza statale, dei titoli di accesso alle professioni dei dottori agronomi forestali, architetti pianificatori, ma anche biologi e chimici. Aveva inoltre sbloccato le assunzioni per l'agenzia per i servizi sanitari regionali e per l'istituto di sanità. A destare l'attenzione del dicastero dell'economia, che in via riservata ha negato l'avvallo finanziario alle norme, l'emendamento sulle scuole private, che prevede un finanziamento automatico agli istituti parificati che ottengono il riconoscimento di parità. Ma anche l'emendamento sul concorso per immettere in ruolo a tempo indeterminato dirigenti scolastici e quello che consente di fare nuove assunzioni presso alcuni enti. Dei dubbi sulla copertura finanziaria erano stati avanzati in verità anche sul testo originario, questa volta dall'ufficio bilancio di palazzo Madama. Non convinceva l'asserito costo zero per la rinegoziazione dei mutui per i quali lo stato ha rapporti di pagamento diretti con gli istituti finanziatori. E pure l'inserimento della sindrome da talidomide tra le patologie che hanno diritto all'esenzione dalle spese sanitarie. Dubbi che però la commissione di Azzolini ha accantonato. Pronto a mettere nero su bianco una pioggia di no sugli emendamenti.(