FIESOLE (Firenze) Due edifici, uno di tre piani l'altro di uno, ventisette appartamenti, uffici e auditorium da cento posti, garage, sale convegni e biblioteche. Tutti con doppia vista. Su Firenze dall'alto per i fortunati dei piani superiori, su uno dei siti archeologici di età longobarda più importanti d'Italia per gli altri. Questo «palazzone bifronte» di 7.500 metri cubi di cemento armato, nel centro di Fiesole, potrebbe essere costruito tra un paio di anni e diventare la sede della Fondazione del gruppo farmaceutico Menarini. Lo prevede un piano di recupero che il Comune presenterà stamattina. Se sarà approvato ridisegnerà una parte della cittadina. «Deturpando Fiesole per sempre e distruggendo un parco archeologico», denuncia un Comitato di cittadini. «Cancellando dopo 20 anni un orribile buco nero architettonico», sostiene il sindaco. Il piano del Comune prevede la vendita di una parte dell'area dove fino a vent'anni fa sorgeva una fabbrica dell'Ottocento, ad Alberto Aleotti, il proprietario della Menarini. Qui sarebbero realizzati i due edifici, con appartamenti annessi. L'area è di altissimo interesse archeologico. Dopo la demolizione dell'ex fabbrica sono stati rinvenuti reperti di enorme valore storico. Dice Riccardo Francovich, ordinario di Archeologia medievale a Siena: «È un sito di estrema importanza per spiegare la trasformazione della città tra il V e il X secolo. E soprattutto è ancora da esplorare. Eventuali costruzioni potrebbero compromettere le ricerche». Ribatte Fabio Incatasciato, sindaco diessino di Fiesole: «Abbiamo eseguito accurate perizie geologiche e delimitato l'area archeologica. Non esistono altri siti. L'architetto Michelucci nel 1985 aveva presentato un progetto per un auditorium e un centro direzionale e commerciale da 20mila metri cubi. Oggi sono diventati 10mila». E gli appartamenti? «Non saranno venduti ai privati, ma saranno utilizzati dai membri della Fondazione. Insom-ma, nessuna speculazione edilizia. La sovrintendenza ci darà piena ragione». In realtà il sovrintendente regionale, Antonio Paolucci, è molto prudente: «È una questione delicata, devo studiare bene le carte'». Cosimo Marco Mazzoni, presidente del Comitato per Fiesole, è convinto di trovarsi di fronte a una speculazione: «L'area viene svenduta a poco più di 1.600 euro al metro quadrato quando in città un terreno edificabile si paga quasi dieci volte di più. Tutta l'area deve essere parco archeologico e restare pubblica».
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Il Comune di Fiesole ha presentato un piano di recupero per la costruzione di due edifici, uno di tre piani e l'altro di uno, con 27 appartamenti, uffici, auditorium e garage, su un sito archeologico di età longobarda. Il piano prevede la vendita di parte dell'area ad Alberto Aleotti, proprietario della Menarini, che potrebbe realizzare i due edifici. Il Comitato per Fiesole ha denunciato la speculazione edilizia e ha chiesto di mantenere l'area come parco archeologico pubblico. L'architetto Michelucci aveva presentato un progetto per un auditorium e un centro direzionale nel 1985, ma oggi sono diventati 10mila metri cubi.
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