A causa dei tagli ai contributi pubblici, il Carlo Felice presenterà un bilancio in perdita con un buco di 5 milioni di euro. In preparazione una manifestazione nazionale di protesta delle Fondazioni L'Anfols, l'associazione delle Fondazioni liriche aderente all'Agis, sta preparando una manifestazione nazionale di protesta per portare all'attenzione dell'opinione pubblica la situazione particolarmente difficile della lirica, dopo che la quota ad essa destinata dal Fondo unico dello spettacolo (Fus) è stata ridotta a 179,5 milioni di euro contro i 242 del 2003. A seguito di una recente riunione dei sovrintendenti con il ministro Buttiglione per affrontare la situazione, Gennaro Di Benedetto, sovrintendente del Carlo Felice di Genova chiede di "dichiarare lo stato di crisi per le fondazioni lirico sinfoniche e attivare misure relative agli organici che non godono di ammortizzatori sociali". In particolare sulla situazione del Carlo Felice, Di Benedetto annuncia sul Giornale dello Spettacolo che "nonostante il taglio di tutto ciò che è cancellabile senza fermare l'attività, sarà necessario presentare un bilancio passivo di circa 5 milioni di euro". La situazione genovese non è un caso isolato . "Credo che molti teatri - sottolinea il sovrintendente Di Benedetto - siano su questa lunghezza d'onda. La riduzione dei finanziamenti non consentirà quasi a nessuno di fare altre previsioni. So che la Scala ha approvato un bilancio in deficit di 5,7 milioni di euro, esattamente pari al taglio del finanziamento Fus". Anche il presidente dell'Anfols, Walter Vergnano, sostiene che "i sovrintendenti il lavoro sporco non lo fanno e i falsi in bilancio non li passano. Il governo commissari i teatri". Vergnano inoltre insiste su alcuni punti: "no a far diventare i sovrintendenti liquidatori fallimentari delle fondazioni; no a ridurre l'attività al minimo; no a ridurre il personale". Sulle tre necessità individuate da Buttiglione nell'incontro e cioè una più forte collaborazione con gli enti locali, un maggiore impegno degli sponsor privati e la revisione del contratto di lavoro, il sovrintendente di Genova dichiara: "Come si può pensare che gli enti locali, già con i loro finanziamenti tagliati, possano impegnarsi di più con noi? E quali e quante sono le aziende private che possono sostenere la nostra attività?". Per quanto riguarda il contratto, "l'Anfols si è mossa anticipando l'invito del ministro. Abbiamo già dato disdetta formale del contratto nazionale di lavoro. Ho cercato, però, di spiegare al ministro Buttiglione che in questa situazione, senza le risorse necessarie, è diventato estremamente difficile sedersi ad un tavolo di trattative. E' un principio economico basilare quello per cui per promuovere le ristrutturazioni, occorrono le risorse".
Di benedetto (ANFOLS): il Governo dichiari lo stato di crisi delle fondazioni liriche
Il Carlo Felice di Genova presenterà un bilancio in perdita con un buco di 5 milioni di euro a causa dei tagli ai contributi pubblici. La situazione è particolarmente difficile per la lirica, dopo che la quota destinata dal Fondo unico dello spettacolo (Fus) è stata ridotta a 179,5 milioni di euro. Il sovrintendente del Carlo Felice, Gennaro Di Benedetto, chiede di dichiarare lo stato di crisi per le fondazioni lirico sinfoniche e attivare misure relative agli organici. Anche la Scala ha approvato un bilancio in deficit di 5,7 milioni di euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo