Le antiche terme di Cefalà Diana ritornano ad essere fruibili al pubblico. La loro riapertura rappresenta uno dei momenti più significativi della quinta settimana nazionale della cultura che si svolgerà dal 3 all'll maggio. La struttura, probabilmente di origine araba, è situata a ridosso di una roccia dalla quale, per secoli, è sgorgata acqua termale impiegata per scopi terapeutici. Il prossimo tre maggio sarà firmata la convenzione per l'affidamento del complesso fra il Comune di Cefalà Diana e l'assessorato provinciale al Territorio e ambiente. Per l'occasione è stata organizzata una visita guidata delle terme. Negli anni '80 la sorgente si prosciugò. Da allora fu avviata una lunga fase di indagini volte a capire perché fosse venuta meno l'adduzione idrica e come captare nuovamente l'acqua. Il prossimo tre maggio sarà presentato un recupero a tutto tondo del monumento: ai restauri, infatti, si aggiunge il ritorno del prezioso liquido nella vasche. «Si tratta - ha spiegato la sovrintendente ai Beni culturali Adele Mormino - di acque termali provenienti dalla sorgente di Chiarastella». Per garantire l'adduzione è stata realizzata una condotta esterna. La sala termale, situata all'interno di un baglio, è caratterizzata da una fascia epigrafica in caratteri arabi, scolpita in blocchi di arenaria. I recenti interventi di restauro, però, sembrerebbe avvalorare la tesi secondo cui la struttura termale avrebbe ricevuto la sua sistemazione definitiva soltanto nella seconda metà del XII secolo. A partire dal 1992 la sovrintendenza ha condotto quattro campagne di scavo che hanno interessato sia l'interno dell'edificio che il cortile esterno. Gli interventi di consolidamento hanno messo in sicurezza la struttura del muro a tre archi, salvaguardando, in questo modo, la visibilità della sala termale. Fra gli appuntamenti da non perdere, nel corso della settimana della cultura, in provincia di Palermo, quello con l'antiquarium di Himera, a Termini Imerese, il quattro maggio. Nello stesso giorno sarà possibile prendere visione dello stato dei lavori di restauro dei gruppi statuari della Chiesa Madre di Ciminna, mentre giorno nove sarà la volta delle decorazioni murali dell'ex istituto dei Padri Seteria a San Martino delle Scale. A Terrasini, al Museo regionale d'Aumale, è prevista una settimana densa d'impegni. Giorno nove: sarà presentato il progetto «La scuola del mare», destinato agli istituti scolastici e progettato dal Dipartimento regionale della Pubblica istruzione. L'iniziativa è volta a valorizzare le tradizioni e le figure professionali che ruotano intorno al mare. A Palermo, invece, le principali manifestazioni in programma sono: l'apertura del Castello a Mare il prossimo cinque maggio, con visita guidata e descrizione dei lavori di restauro; a partire dal sei maggio si potrà visitare, presso Palazzo Belmonte Riso, la mostra «Della navigazione»; il giorno sette sarà la volta di Palazzo Mirto, giorno otto della Cappella Lo Bianco e di Piazza Pretoria. L'Oratorio dei Bianchi sarà aperto al pubblico il giorno nove. Infine, il «Satiro» di Mazara del Vallo, logo e simbolo della settimana della cultura, farà capolino al «World festival on the beach» di Mondello. Presso il villaggio di Valdesi sarà allestita una videoambientazione che ha per oggetto proprio la statua bronzea, rinvenuta presso il Canale di Sicilia dal peschereccio mazarese «Capitan Ciccio». Le immagini che ritraggono il satiro saranno proiettate sul pavimento e le pareti di una stanza.
I nostri inestimabili tesori
Le terme di Cefalà Diana, probabilmente di origine araba, sono state riaperte al pubblico. La struttura, situata a ridosso di una roccia, era stata chiusa negli anni '80 a causa della sorgente che si era prosciugata. Negli anni successivi è stata avviata una fase di indagini per capire il motivo della sorgente e come ripristinarla. Il prossimo 3 maggio sarà firmata la convenzione per l'affidamento del complesso fra il Comune e l'assessorato provinciale al Territorio e ambiente. La struttura sarà oggetto di restauri e la sorgente sarà nuovamente utilizzata per alimentare le vasche termali. La sala termale è caratterizzata da una fascia epigrafica in caratteri arabi.
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