È stato ritrovato un prezioso dipinto proveniente dalla collezione dell'antiquario fiorentino Carlo De Carlo. La scoperta dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Firenze è avvenuta in un laboratorio di restauro. Il restauratore che ne era in possesso era da tempo controllato dai militari. Le indagini andavano avanti infatti dal 2000, quando si verificò il furto di numerose opere appartenenti al noto collezionista fiorentino, dopo la sua morte avvenuta nel dicembre del 1999. Il dipinto recuperato è un quadro a fondo oro su tavola del XIII secolo raffigurante un'«Annunciazione» di 27,5 cm di lunghezza e 44,5 cm di altezza. I militari l'hanno trovato in precarie condizioni di conservazione e con parte della superficie pittorica caduta. La posizione del restauratore è ora al vaglio degli inquirenti, dato che l'uomo si è giustificato spiegando di aver ricevuto l'opera direttamente dallo stesso De Carlo. Le indagini intanto proseguono anche su altri fronti. I militari non escludono di recuperare altre preziose opere come già successo nel corso della lunga e complessa indagine. Tutto è nato qualche giorno fa quando gli investigatori dell'Arma, diretti dal tenente Cristian Costantini e coordinati dal sostituto procuratore Gianni Tei, fanno visita a un laboratorio di restauro si trova nel centro storico: il titolare, un fiorentino di 50 anni, era finito nelle maglie dell'inchiesta. I carabinieri del Tpc hanno fotografato tutti gli oggetti, compreso quello trovato nel un locale attiguo al laboratorio. Da un immediato controllo eseguito attraverso la Banca Dati delle Opere d'arte rubate del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma, diretti dal generale Ugo Zottin, è risultato che il dipinto proveniva proprio dalla collezione fiorentina del De Carlo. Nel 2000 i carabinieri ritrovarono 140 pezzi della collezione. All'epoca furono indagate sei persone (cinque per ricettazione, tra loro c'era anche Leonardo Mondadori, e una persona per furto). A casa di Leonardo Mondadori vennero trovate opere d'arte di grande valore (tra cui uno scudo in legno attribuito a Raffaello), acquistate dall'imprenditore milanese subito dopo la morte di Carlo De Carlo. Secondo quanto emerso dalle indagini l'acquisto era stato concluso con una giovane donna che si dichiara figlia illegittima dell'antiquario. La stessa donna è una delle quattro persone che finì indagata per il furto delle opere. Pare che più di una volta Carlo De Carlo, che fece della passione per l'arte un lavoro, avesse espresso l'intenzione di destinare la sua collezione al Museo del Bargello così comd di istituire una donazione in nome del figlio scomparso tragicamente in giovane età, ma non lasciò mai alcuna indicazione scritta al riguardo. Dopo la sua morte improvvisa gli eredi dispersero tutta l'eredità, un vero patrimonio in opere d'arte in buona parte venduto all'asta.