Rocco Buttiglione ha visitato ieri al Lingotto di Torino la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, insieme al presidente della Fiat Luca Corder di Montezemolo e al vicepresidente John Elkann. Nelle stesse ore andava in stampa l'edizione oggi in edicola di «Le Monde», in cui il ministro per i Beni culturali in un'intervista spiega che l'Italia ha «recuperato 180mila oggetti d'arte oltre Atlantico». Il quotidiano francese ha scelto di interpellare Buttiglione perché oggi si terrà a Roma la terza udienza del processo sul traffico illegale di oggetti archeologici italiani, che vede implicati il mercante d'arte Robert Hecht e l'ex responsabile del Paul Getty Museum di Los Angeles, Marion True. «I furti di opere d'arte e le esportazioni illegali di beni archeologici italiani ha detto Buttiglione a "Le Monde" sono stati numerosi fino agli anni Novanta; da allora abbiamo preso maggiore coscienza del valore di questo patrimonio e del danno che ci hanno causato gli scavi clandestini e abbiamo cominciato a firmare convenzioni bilaterali con diversi Paesi. La più importante è quella conclusa con gli Stati Uniti, grazie alla quale siamo riusciti a recuperare circa 180mila oggetti d'arte».
Recuperati 180 mila beni al di là dell'Atlantico
Rocco Buttiglione ha visitato ieri al Lingotto di Torino la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, insieme al presidente della Fiat Luca Corder di Montezemolo e al vicepresidente John Elkann. Nelle stesse ore andava in stampa l'edizione oggi in edicola di Le Monde, in cui il ministro per i Beni culturali in un'intervista spiega che l'Italia ha recuperato 180mila oggetti d'arte oltre Atlantico. Il quotidiano francese ha scelto di interpellare Buttiglione perché oggi si terrà a Roma la terza udienza del processo sul traffico illegale di oggetti archeologici italiani, che vede implicati il mercante d'arte Robert Hecht e l'ex responsabile del Paul Getty Museum di Los Angeles, Marion True. I furti di opere d'arte e le esportazioni illegali di beni archeologici italiani ha detto Buttiglione a "Le Monde" sono stati numerosi fino agli anni Novanta; da allora abbiamo preso maggiore coscienza del valore di questo patrimonio e del danno che ci hanno causato gli scavi clandestini e abbiamo cominciato a firmare convenzioni bilaterali con diversi Paesi. La più importante è quella conclusa con gli Stati Uniti, grazie alla quale siamo riusciti a recuperare circa 180mila oggetti d'arte.
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