Il dott. Gateano Pennino, da poco meno di un mese commissario straordinario dell'Ente mette le mani avanti: «Non sono l'unico - dice - ad occuparmi del Massimo Bellini. Anche l'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano sta cercando di mettere in campo tutte le sue energie per risolvere i tanti problemi del teatro catanese». Tuttavia se da Palermo l'ufficio stampa dell'assessore (che non intende al momento commentare la protesta sindacale) fa sapere laconicamente che «qualcosa potrebbe accadere e lo sciopero potrebbe essere revocato» è al commissario che tocca districare l'imbrogliata matassa. Dunque incontri, riunioni su riunioni, tentativi di mettere insieme una piattaforma sottoscrivibile da tutti e una certezza: «C'è un intreccio perverso fra l'apertura delle stagione e l'apertura dell'esercizio finanziario della Regione. Dunque ad alcune delle questioni che i sindacati giustamente pongono non si riesce a rispondere se non si ha contezza del bilancio». Un assunto che vale tanto per il contributo straordinario per il teatro, bocciato una prima volta a dicembre dal commissario dello Stato e in parte anche per il problema del precariato. Ma il 17 gennaio, data dell'inaugurazione della stagione lirica, si avvicina a grandi passi e con questa la minaccia di sciopero da parte di Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e Cisas, in rappresentanza delle maestranze e dei dipendenti del Teatro Massimo «Vincenzo Bellini». A fare retrocedere i sindacati potrebbe essere una manifesta disponibilità politica da parte della Regione a riprendere in mano le fila del discorso, troppe volte interrotto sul futuro del teatro. E da questo punto di vista la disponibilità - spiega Pennino - ci sarebbe. «C'è già una data fissata (il 28 gennaio n.d.r) ma stiamo verificando che vada bene a tutti. Ci sono infatti di mezzo anche alcuni congressi sindacali. Ecco perchè ci aspettiamo che da parte dei sindacati, che hanno sempre dimostrato consapevolezza e responsabilità ci sia una apertura al dialogo e una volontà di revocare lo sciopero che penalizzerebbe il nostro pubblico. E' chiaro - aggiunge - che non so che cosa decideranno, ma vorrei fare sapere loro che i problemi che stanno ponendo sono al momento studiati e approfonditi tanto dall'assessore quanto dal commissario». Fra le lamentele dei sindacati nella lunga lettera aperta inviata alla Regione c'è anche il rimpianto per l'Ente locale che sembra defilarsi dai suoi impegni istituzionali nei confronti del teatro. E il commissario che ne pensa?. «Non ho elementi - dice diplomaticamente Pennino - per stabilire se quello che sostengono i sindacati sia più o meno vero. So di un contributo comunale per la manutenzione del teatro e so che l'assessore alla Cultura Maimone, a parole, mi ha sempre rassicurato sull'interesse dell'amministrazione comunale per il teatro. Ma ancora non ho visto azioni concrete».