RENDE. Il dipinto scomparso. Era custodita in casa di un illustre professionista la tela del pittore Giuseppe Pascaletti, rubata il 22 maggio del 1996 nella chiesa della Madonna del Ritiro di Rende. La struttura religiosa era sottoposta a lavori di ristrutturazione quando, notttempo, vi fecero irruzione dei ladri ben informati. I malviventi agirono indisturbati, impossessandosi del dipinto poi rivenduto ad un insospettabile ricettatore. Per nove anni tutte le ricerche condotte dalle forze dell'ordine per recuperare la tela, risalente al 1750 e raffigurante la "Sacra famiglia", non hanno sortito effetti. A ridosso del Natale scorso, però, i carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale hanno imboccato la pista investigativa giusta. Gli uomini del capitano Raffaele Giovinazzo, hanno cominciato, infatti, a setacciare gli ambienti bene della città del Campagnano. Così, il ricettatore dell'opera d'arte, temendo d'essere smascherato, ha mollato la presa. Nel senso che si è disfatto della "Sacra famiglia" facendola ritrovare, arrotolata e divisa in sei pezzi, vicino dei bidoni per la raccolta dei rifiuti, posti a pochi passi dalla chiesa della Madonna di Costantinopoli. Il dipinto è stato notato da un passante, che ha subito allertato i militari del Nucleo radiomobile di Rende. Recuperata la tela, il capitano Vittorio Carrara ha informato i colleghi del Ntpc che da giorni aspettavano la «notizia». Giuseppe Pascaletti, artista poliedrico di Fiumefreddo Bruzio, morì nel 1753, a soli 58 anni. Nella sua pur breve esistenza, tuttavia, l'artista ha realizzato quadri di pregiatissimo valore. Proprio per questo, la "Sacra famiglia" era in cima alla lista dei capolavori calabresi da recuperare, una lista aperta dal busto di San Francesco, trafugato a Paola, e dal Mattia Preti, rubato a Scilla. Il dipinto verrà consegnato per l'opportuno restauro agli specialisti della Soprintendenza.