Lo stato di abbandono in cui versa la "Fontana dei bagni metafìsici" di parco Sempione non è soltanto un caso di disattenzione ma l'emblema della scarsa sensibilità estetica della Milano moderna. Lo sostiene Stefano Zecchi, docente di estetica alla Statale, che vede nel degrado della fontana la metafora della crisi dell'arte: «II problema è che si ritiene che questa non è una bella città, che non merita attenzioni particolari. Da qui nasce la scarsa dotazione economica che viene riservata nei bilanci degli enti pubblici ai beni culturali». Sotto accusa è la classe dirigente cui manca la cultura del bello: «Si sbaglia poi anche nel metodo - continua il professore -, si nominano commissioni per il restauro composte da tante teste diverse da cui è difficile che venga fuori una sintesi. Occorre invece costruirle seguendo la stessa linea di prospettiva estetica, altrimenti la mancanza di sintonia produce il blocco». Perché Milano ritorni ad essere la città che ha incantato Stendhal, il filosofo propone il ripristino della commissione D'Ornato. Si tratta di un'iniziativa voluta nel '700 dal Piermarini: i membri più autorevoli dell'Accademia delle Belle Arti furono chiamati a vigilare sull'attività estetica che si svolgeva in città. Palazzi, monumenti e piazze dovevano passare al vaglio di questo gruppo di esperti: un loro parere positivo significava il via libera mentre il pollice verso era la bocciatura inappellabile. L'amministrazione comunale infatti teneva in grande considerazione i giudizi della D'Ornato e li assecondava sempre. E' con questa impostazione che è si è sviluppata la parte più rilevante sotto il profilo artistico, quella che da porta Venezia sino al centro. La commissione è stata sciolta dopo la seconda guerra mondiale, quando l'urgenza di procedere alla ricostruzione prese il sopravvento sulle esigenze di tutela artistica. L'abbandono della fontana segnala, oltre alla distrazione delle autorità pubbliche, anche la mancanza di educazione dei milanesi che dimostrano di non avere rispetto per i loro monumenti: «Le due cose sono legate -spiega Zecchi -, l'educazione nasce dall'esempio: non si può pretendere che il cittadino sia rispettoso se non non lo è per primo il politico. All'estero, come in Francia e in Germania,esiste questa educazione alla qualità estetica degli spazi pubblici: il fatto che sia stato il maestro giapponese Hidetoshi Hagasawa a promuovere il recupero dell'opera è la dimostrazione più evidente». Da palazzo Marino intanto arriva qualche segnale incoraggiante. La disputa in seno al comitato scientifico sulle due ipotesi di ristrutturazione è stata superata: ha prevalso quella che prevede la musealizzazione delle sculture e la collocazione di copie o analoghi in corrispondenza della vasca. E' un passo avanti che consente di sbloccare l'iter per il recupero. Nei prossimi giorni la giunta dovrebbe approvare il progetto preliminare. Via libera a questa soluzione è arrivata anche dalla Sovrintendenza per il Patrimonio Storico e Artistico.
"Milano trascura l'arte. II caso De Chirico lo prova"
Stefano Zecchi, docente di estetica alla Statale, critica lo stato di abbandono della "Fontana dei bagni metafìsici" di parco Sempione, considerandolo un simbolo della scarsa sensibilità estetica della Milano moderna. Zecchi sostiene che la classe dirigente manca la cultura del bello e che il metodo di restauro è inadeguato. Propone il ripristino della commissione D'Ornato, un gruppo di esperti che nel '700 vigilava sull'attività estetica a Milano. La commissione è stata sciolta dopo la seconda guerra mondiale, ma Zecchi sostiene che il ripristino di questa commissione potrebbe aiutare a superare il blocco per il recupero della fontana.
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