L'appuntamento è per oggi attorno al tavolo ovale delle riunioni di Palais Berlaymont. Con un obiettivo ambizioso; discutere in che modo la cultura può contribuire a promuovere l'identità europea. Accanto al presidente della Commissione, Manuel Barroso, si ritroveranno diciotto invitati speciali: «figure guida della scena culturale», come avverte l'annuncio dato ieri a Bruxelles. Una lunga lista di personaggi più o meno noti che comprende anche la grande cantante lirica americana - ma cittadina svedese e da 17 anni in Europa - Barbara Hendricks, lo scrittore libanese Amm Maalouf e il filosofo bulgaro Tzvetan Todorov da quarantanni trapiantato a Parigi. Ma nessun italiano. Per un incontro - anzi, per il primo incontro - promosso per «stimolare un ruolo attivo della cultura nell'integrazione europea», è un'assenza sorprendente. L'Italia può essere, forse, accusata di molti ritardi. Ma non, certo, di non avere nulla da dire in campo culturale. L'incontro con gli intellettuali e gli artisti rischia, così, di trasformarsi in una nuova «gaffe» anti-italiana di Barroso. Nuova perché arriva dopo la contestata vicenda del taglio della lingua italiana dalla traduzione simultanea di alcune conferenze stampa - poi recuperata dopo tante proteste ufficiali - e quella non ancora conclusa del minacciato trasferimento della sezione italiana della scuola europea di Bruxelles: progetto contro il quale si è pronunciato anche il commissario Frattini. Naturalmente i portavoce minimizzano. Dicono che questa volta non si nuò parlare di discriminazione perché la scelta dei nomi non è stata fatta su base nazionale. Assicurano che «qualcuno» - senza essere in grado, però, di fare alcun nome - era stato contattato in Italia, ma non era disponibile. E promettono che nei prossimi incontri gli italiani ci saranno. Resta il fatto che al primo «vertice culturale» organizzato dall'esecutivo europeo l'Italia non c'è. E non si tratta soltanto di perdere una foto ricordo al fianco del presidente della Commissione. Il commissario all'Educazione e alla Cultura, lo slovacco Jan Figel, durante la riunione di oggi presenterà ai partecipanti la proposta di dichiarare il 2008 «Anno europeo del dialogo interculturale» e chiederà idee e suggerimenti anche per realizzare progetti che possono contare su finanziamenti per 35 milioni di euro. Per il momento potranno esprimere le loro opinioni - oltre a Barbara Hendricks, Amin Maalouf e Tzvetan Todorov - il portoghese José Gil, professore di Scienze sociali all'Università di Lisbona, la scrittrice polacca Dorota Ilczuk, lo spagnolo Vicente Todolì, direttore della Tate modern gallery, il tedesco Gottfried Wagner, direttore della Fondazione culturale europea, il francese Charles Mela, professore di letteratura medioevale, il greco Yorgos Loukos, direttore del Festival di danza di Atene, il belga Bernard Foccroulle direttore del teatro «La Monnaie» di Bruxelles. Tra gli ospiti di Barroso ci saranno anche il direttore della rete televisiva culturale francese «Arte», Jérome Clement, e lo scrittore franco-canadese Jean Tardif. A scorrere la lista completa dei diciotto nomi si vede che sono rappresentati dieci dei venticinque Paesi dell'Unione, compresi i più grandi come Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Polonia. Proprio per questo l'assenza di personalità del mondo della cultura italiana appare ancora più sorprendente.
Promuovere la cultura europea, ma senza italiani
Oggi, al Palais Berlaymont, si tiene una riunione con il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, per discutere l'importanza della cultura nella promozione dell'identità europea. Tra gli invitati, ci sono diciotto personalità di spicco della scena culturale, tra cui Barbara Hendricks, Amm Maalouf e Tzvetan Todorov. L'Italia non è stata rappresentata, nonostante la sua importanza nel campo culturale. La scelta dei nomi non è stata fatta su base nazionale, ma alcuni portavoce minimizzano l'assenza, affermando che qualcuno è stato contattato in Italia, ma non è stato disponibile.
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