Napoli. L'ultimo tentativo per evitare lo sciopero delle maestranze del San Carlo ed il conseguente rinvio della prima di "Attila" è affidato al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino che per questa mattina a mezzogiorno ha convocato i sindacati confederali e di categoria per discutere della situazione dei dipendenti del Massimo napoletano. Intanto, il sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi (che sempre per oggi ha convocato le rappresentanze dei lavoratori) si è detto rammaricato per la decisione delle Rsu che «lede il prestigio della Fondazione». Rivolgendosi alla Rsu aziendale e alle segreterie territoriali, il sovrintendente spiega che «il problema principale, ovvero le difformità delle comunicazioni ricevute dal sindaco il 6 dicembre 2005 rispetto alla comunicazione del sovrintendente del 7 gennaio 2006, non può sorprendere nessuno dato che il 21 dicembre è stata approvata dal Parlamento la Finanziaria 2006 che comporta una riduzione di euro 3.000.000 dei trasferimenti Fus alla Fondazione». Secondo Lanza Tomasi «il problema non è a questo punto la riduzione della programmazione, ma richiede un riesame del preventivo 2006 da cui scaturisca quali siano le disponibilità dei soci fondatori a trovare soluzioni patrimoniali o finanziarie atte a consentire la approvazione del preventivo 2006». Secondo il sovrintendente «la dichiarazione di sciopero lede il prestigio della Fondazione presso il pubblico e produce un danno finanziario in un momento di difficoltà economica. La recita di "Attila" prevista per domani ha 1.300 spettatori (con la presenza di gruppi provenenti dall'estero) ed un incasso di 60mila euro, a cui va aggiunto il costo della Compagnia pari a 65mila euro. Lo sciopero colpisce pertanto proprio quella utenza che garantisce la necessità culturale del nostro Teatro. E non affronta il problema politico di base». A giudizio di Lanza Tomasi «il momento richiede soluzioni lungamente meditate. L'attentato in corso alla cultura musicale del Paese è un evento nuovo, imprevedibile nella sua violenza, e che richiede risposte, strategie diverse da quelle praticate in passato nelle relazioni aziendali». E un invito a rinviare lo sciopero arriva anche da Italia Nostra che esprime in una nota il suo sostegno al sovrintendente del San Carlo e «all'appello da lui lanciato per le allarmanti sorti del teatro, dopo la drastica riduzione dei finanziamenti governativi», e sottolinea che «il Teatro, per la sua gloriosa tradizione e per il suo prestigio internazionale, costituisce un bene culturale primario della città di Napoli». L'associazione rivolge un appello «sia ai sindacati, affinché revochino lo sciopero proclamato che arrecherebbe danno e discredito allo stesso Teatro, sia alle istituzioni locali perché intervengano individuando concrete soluzioni che sblocchino la vertenza con i lavoratori del San Carlo».