Una felice coincidenza la visita programmata dal Quirinale e la cerimonia di consegna della targa Nella riunione dell'organismo dell'Orni che si tenne in Sudafrica il 15 luglio del 2005, sancito l'inserimento di Siracusa e Pantalica nella World Heritage List Da anni Siracusa e Pantalica erano inserite nella «Tentative List» del ministero per i Beni culturali, una lista dove trovano spazio i siti da candidare a Patrimonio dell'umanità. All'epoca del riconoscimento del Val Di Noto sorsero polemiche per il mancato inserimento dei due siti, Siracusa in particolare, un inserimento volutamente mancato a fronte non solo delle consistenti difficoltà già presenti per il Val di Noto ma anche perché la città sarebbe stata banalizzata e ridotta ad un sito esclusivamente barocco. «Ho trovato separate Siracusa e Pantalica nella Tentative List - commenta il sottosegretario di Stato ai Beni culturali, con delega all'Unesco, Nicola Bono -. La felice intuizione, quindi, fu quella di candidare Siracusa e Pantalica come unico sito. Va ricordato che Pantalica è il luogo di incontro tra siculi e greci mentre Siracusa offre una straordinaria stratificazione culturale. Se avessimo candidato Siracusa, insieme agli altri Comuni, saremmo andati incontro a una probabile bocciatura o, in caso di esito positivo, alla banalizzazione della città che non è solamente fatta di barocco». Alla fine del 2004 si ha contezza della definitiva candidatura di Siracusa e Pantalica, come unico sito, dopo un lungo iter nel quale si trova l'essenziale ruolo di Bono al cui impegno si unisce quello della Soprintendenza siracusana, prima con Giuseppe Voza e poi con l'attuale soprintendente Mariella Muti. Nella primavera del 2005, dopo un primo esame nella seduta Unesco a Parigi, in gennaio, altri commissari dell'Icomos visitano i luoghi in questione in vista della riunione Unesco in Sudafrica. In tale incontro, il 15 luglio del 2005, viene sancito l'inserimento di Siracusa e Pantalica WHL. A questo punto si comincia a discutere sulla cerimonia di inaugurazione della targa, di norma effettuata nei mesi autunnali dello stesso anno del riconoscimento, ma un'altra intuizione fa vedere le cose sotto un altro aspetto. «Il Quirinale - continua Bono - aveva in programma la visita di Ciampi nella nostra città. Quale momento migliore, quindi, per celebrare il riconoscimento Unesco. La capacità mediatica dell'inaugurazione e della scopertura della targa da parte del presidente della Repubblica, il primo tra l'altro a presenziare ad una cerimonia Unesco, non ha eguali. Dobbiamo approfittare del riconoscimento per dare la massima diffusione a fronte delle nuove candidature che spostano conseguentemente i riflettori verso altre direzioni. Abbiamo quindi preferito attendere qualche mese per riunire la cerimonia di scopertura della targa alla visita di Ciampi. C'è infatti l'esigenza della cerimonia come processo di valorizzazione del sito con il dovere che il riconoscimento produca effetti concreti, e non solamente un titolo».