Emme come musica ma anche come marketing. Le fondazioni lirico-sinfoniche, appesantite da costi fissi elevati, sono sempre più protese a ottimizzare i costi di produzione artistica e ad attirare un nuovo pubblico. Lo strumento è il marketing, ovvero l'utilizzo della tecnica delle ricerche di mercato per organizzare meglio la vendita del "prodotto musica". Un'esigenza divenuta fondamentale dopo la trasformazione degli enti lirici in fondazioni di diritto privato, che ha comportato la necessità di coprire il 12 per cento del finanziamento statale con contributi privati per 3 anni. Per trovarli, quasi tutti gli ex enti lirici si sono dotati di un ufficio marketing. Come quello dell'Accademia di Santa Cecilia diretto da Giovanna Maniezzo, che ha creato una fitta rete di rapporti tra l'istituzione, un pubblico diversificato e numerose aziende. Tra le strategie, l'individuzione e il coinvolgimento del pubblico in base al tipo di programma, un sistema di bus navetta per gli abbonati, un osservatorio per studiare le aziende in modo da attirare possibili finanziatori con offerte personalizzate. Ma i privati entrati nelle fondazioni sono pochi. Lo ha lamentato di recente il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. La detassazione dei contributi versati dalle aziende ha dato un impulso ma non ancora significativo. Su 13 fondazioni non hanno ancora raggiunto il 12 Cagliari, Napoli, Palermo e l'Opera di Roma. Possibili rimedi? «Rivedere, pur mantenendo il "tetto" previsto, il meccanismo che oggi consente alle aziende in utile di detrarre solo il 40 dei contributi; e aumentare la quota di detrazione per i privati attualmente ferma al 19», dice Gennaro Di Benedetto, sovrintendente del Carlo Felice di Genova. Intanto la musica deve abituarsi, almeno in parte, a fare da sé.
Ma gli sponsor privati possono dare molto di più
Le fondazioni liriche, che sono diventate fondazioni di diritto privato, devono coprire il 12% del loro finanziamento con contributi privati. Per questo, stanno utilizzando il marketing per attirare nuovi finanziatori. Molti hanno creato un ufficio marketing e utilizzano strategie come la creazione di una rete di rapporti con il pubblico e le aziende. Tuttavia, i contributi privati sono ancora pochi e il ministro dei Beni culturali ha lamentato la mancanza di un impulso significativo. Per risolvere il problema, si sta considerando di rivedere il meccanismo che consente alle aziende in utile di detrarre solo il 40% dei contributi, e di aumentare la quota di detrazione per i privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo