Lo straordinario patrimonio di arte sacra, tra sculture, tele, affreschi, bassorilievi, oggetti rituali, opere in marmo e particolari architettonici che, a partire dall'epoca paleocristiana, arricchisce gli oltre cento edifici di culto costruiti nel corso di decine di secoli sull'isola d'Ischia, sarà finalmente valorizzato e recuperato con interventi mirati. Le chiese e gli oratori isolani, ottanta dei quali sono tuttora aperti al pubblico, stabilendo un vero e proprio record di densità, rappresentano - in alcuni casi - delle vere e proprie pinacoteche, i cui tesori hanno quasi mai ricevuto un'attenzione mirata in termini di conservazione e restauro. Ora si inverte la rotta. A partire dalla cattedrale di Santa Maria della Scala di Ischia Ponte, che ospita preziosi segni antichi di fede quali il Coro, i confessionali; il Battistero alla cui fonte fu battezzato san Giovangiuseppe della Croce; la Pala della Madonna della Libera, che saranno protagonisti di un piano di recupero complessivo. La scelta annunciata dall'ufficio Beni culturali della curia ischitana, diretto dal canonico don Antonio Angiolini, sarà coordinata dalla funzionaria della Soprintendenza di Napoli, Gi-na Carla Ascione, che ha già seguito il delicato lavoro di restauro, concluso nei giorni scorsi, del Cristo Nero (nella foto), la scultura lignea d'impronta catalana del XIV secolo che ha ritrovato la sua allure grazie al paziente intervento di uno dei maggiori esperti europei del settore, Teodoro Auricchio, già fondatore della Scuola di restauro della reggia di Caserta e direttore del Laboratorio di restauro del Suor Orsola Benincasa, che ha utilizzato tecniche sofisticate e all'avanguardia, rese possibili anche per il contributo economico di un pool di sponsor privati. «L'eccellente lavoro svolto per il crocefisso, ci impone di proseguire su questa strada», sottolinea don Angiolini. «Puntiamo a un azione finalmente non più frammentaria, in pieno accordo con la curia. Esempi concreti? Restaureremo anche il Polittico smembrato di Vittoria Colonna, custodito nel convento di Sant'Antonio. Per quanto riguarda, invece, la Pala della Libera dobbiamo pensare a una nuova datazione dell'opera, che non è del 1300: è stata pesantemente ridipinta, e addirittura quella in Cattedrale potrebbe essere una copia. Sono necessarie ulteriori ricerche, su un fronte molto ampio, anche per quanto riguarda la stessa datazione del Cristo Nero, partendo da alcuni indizi iconografici», precisa la Ascione.
Arte sacra nuovi recupe per Ischia
Il patrimonio artistico sacro di Ischia, composto da oltre cento edifici di culto, sarà finalmente valorizzato e recuperato con interventi mirati. Le chiese e gli oratori isolani, molti dei quali sono aperti al pubblico, ospitano tesori artistici come sculture, tele, affreschi e oggetti rituali. Il piano di recupero sarà coordinato dalla Soprintendenza di Napoli e sarà guidato da esperti del settore. Il primo obiettivo sarà il recupero della cattedrale di Santa Maria della Scala di Ischia Ponte, che ospita preziosi segni antichi di fede. Il piano di recupero prevede anche la restaurazione del Cristo Nero, una scultura lignea del XIV secolo, e del Polittico di Vittoria Colonna.
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