Finte coltivazioni dopo lo spiegamento. Coinvolti di nuovo i Casillo. Vendola accusa: "Frutto dell'apologia dell'abusivismo" La grande truffa dell'Alta Murgia ------------------------------ Corre a 230 chilometri orari lo scempio, illuminato dal faro dell'elicottero dei carabinieri. Una luce da teatro illuminain un cerchio in fuga i campi arati e abbandonati. Ettari e ettari di terra marrone, poi gialla, fino a diventare bianca. Sabbia: deserto. Non parlano le carte, i decreti di arresto o le analisi. Dall'alto parlala Murgia: violentata per 10 milioni di euro, rubati alla comunità europea. «Da questo momento siamo operativi». Il maggiore Antonio Servedio, dalla centrale operativa del 112, dal'ok all'operazione "Apocalisse". Sono le 3,45. È buio, pioviggina. L'elicottero decolla da Palese. Piano di volo: Parco dell'Alta Murgia. Finte coltivazioni in zone protette, trenta in carcere ---------------------------- PER dieci milioni di euro hanno distrutto il paradiso rupestre della Puglia. Un pezzo del Parco dell'Alta Murgia, protetto dalla legge e calpestato da decine di controllori, «sta per diventare un deserto» dicono giudici ed esperti. La colpa è dei proprietari dei 30 milioni di metri quadrati di terreni che negli ultimi dieci anni hanno spietrato, distrutto la steppa, ammazzato i pascoli e tentato di trasformare terra arida in campi di grano. L'obiettivo non era creare nuove coltivazioni. Ma intascare i contributi della comunità europea. Dieci milioni di euro in quattro anni. «Una truffa enorme che ha causato un'apocalisse», dice (non a caso) il pm della Procura di Trani, Antonio Savasta. «Apocalisse» è infatti il nome dell'operazione che ha coordinato e che ieri mattina ha bloccato lo scempio: 3 mila ettari di terreno sequestrati, 30 persone in manette e 56 nel registro degli indagati. Per loro l'accusa è avario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, distruzione di bellezze naturale oltre a una serie di violazioni della legge quadro sulle aree protette. In galera sono finiti grandi e piccoli proprietari terrieri: ci sono anche i quattro fratelli Casillo, compreso Francesco che ieri era stato già arrestato per la vicenda del grano alterato. Un avviso di garanzia per abuso di ufficio è invece sui tavoli di Antonio Buttiglione, Marcello Marabini e Vincenzo Nuzzi, dirigenti dell'Irif di Bari (l'Istituto dipartimentale delle foreste), e su quello di alcuni esponenti di associazioni di categoria (Coldiretti, Bioagricoop, Associazione suolo e salute): sono accusati di aver rilasciato false autorizzazioni. Ai contributi comunitari potevano accedere soltanto chi dimostrava che i terreni fossero coltivati dal 1991. Sulla base di fotogrammi dell'Aeronautica militare del 1992, la Procura e il Corpo Forestale hanno dimostrato che la maggior parte dei fondi in questione erano stati spietrati dopo il '91.1 proprietari non potevano dunque accedere ai finanziamenti. Ma ci sono riusciti grazie alle false autorizzazioni, o alla negligenza degli organi che avrebbero dovuto controllare. L'erosione del terreno è in atto irrimediabilmente, così come il processo di desertificazione e il disastro idrogeolgico. Non esistono più barriere per gli agenti atmosferici: come è successo a ottobre, ogni alluvione può diventare un pericolo per le città. Nella sua ordinanza di custodia il gip, Michele Nardi sottolinea co-me«lo spietramento ha prodotto nell'arco di pochi anni un radicale mutamento del paesaggio altomurgiano, che appare ora banalizzato e compromesso dalla visione di estesissime superfici di seminati (che rappresentano ormai circa il 50 dell'area), dalla scomparsa di confini e i muretti a secco, dalla soppressioni di beni singolari, come i tratturi». Non solo: aggiunge Nardi che «l'analisi dei costi-benefici nella trasformazione da pascoli a coltivazioni è del tutto sbilanciata: a prescindere dai costi ambientali, gli interventi appaiono del tutto svantaggiosi tanto da non arrivare a recuperare i costi sostenuti in tempi ragionevoli». Francesco Casillo (mille dei tremila ettari sequestrati erano i suoi) sarà interrogato questa mattina insieme con i fratelli e la sorella. Gardenia Casillo è stata trasferita agli arresti domiciliari: ufficialmente per motivi di salute.