Il presidente della Regione Nichi Vendola: ecco cosa ha fatto lamia giunta per l'ambiente I DETTAGLI dell'operazione "Apocalisse" arrivano sulla sua scrivania di governatore, intorno a mezzogiorno. Le novità riguardano non lo scempio che per anni ha stravolto la Murgia e aggredito in modo truffaldino le casse dell'Unione europea, ma l'epilogo dell'inchiesta della procura tranese con gli 86 indagati e i 30 arrestati. Alla fine, Nichi Vendola, alza lo sguardo e commenta: «Bene, non posso che gioire di questi sviluppi». Mica tanto. Il procuratore capo a Trani, Nicola Barbera, ha detto chiaro e tondo che «il nostro compito è quello di reprimere i reati; quello di tutelare l'ambiente spetta ad altri organi". E tra questi ci sembra di intravedere la Regione. «Come parlamentare ho sempre denunciato l'assoluta inerzia della Regione e il fatto che il Parco dell'Alta Murgia è stata una vicenda talmente lunga e penosa che era come le bistecche americane, quelle con gli ormoni: messa in padella si riduceva sempre di più. Mentre si parlava del Parco, si continuavano a fare illegalità di ogni genere: spietramenti, seminativi. Si continuava, insomma, a spogliare la realtà e le potenzialità. Quello che mi sta dicendo fa parte di una battaglia che ho condotto per dieci anni con gruppi, movimenti, associazioni che da Ruvo di Puglia ad Altamura si mobilitavano su questi argomenti. Da qualche parte ci sarà ancora traccia del dossier che presentai su questo argomento che comprende spietramenti, seminativi e truffe all'Unione europea. Non posso che gioire di questi sviluppi». Ma l'osservazione del procuratore capo suona come una sveglia. Vi dice: controllate e forse l'ambiente si salverà. «La sveglia l'ha data il popolo pugliese facendo vincere una coalizione ambientalista e facendo vincere coloro che avevano esattamente questa linea, correttamente ribadita dal procuratore Barbera. Un conto è perseguire i reati, altro è dotarsi di strumenti di tutela dell'ambiente. Beh, di passi in avanti, persino in questi primi otto mesi, ne abbiamo fatti. Vedi l'istituzione del Parco delle gravine, vedi l'adozione del piano di tutela delle acque, la preparazione del piano di tutela delle coste. Sono strumenti a cui stiamo lavorando, indispensabili per proteggere l'ambiente. Tra questi c'è la volontà di far vivere l'Arpa che è stato un contenitore svuotato di funzioni e quindi di finanziarla adeguatamente come abbiamo fatto con l'ultimo bilancio. Queste sono risposte concrete non indicazioni di prospettive. Tre leggi ambientali approvate in otto mesi, sta per uscire il rapporto dell'Arpa sulla situazione ambientale in Puglia. Cosa c'è da aspettarsi dalla sua lettura? «Nulla che non sapessimo in modo frammentario. Ora ci sarà uno sguardo organico. Proteggere le gravine, i canaloni di scorrimento delle acque non è avere una visione romantica delle cose ma significa impedire che una pioggia possa trasformarsi in una bomba idrologica come accade». Singolare che lo scempio sia avvenuto in un'area che sarebbe diventata un parco. Cosa potrebbe accadere, allora, in aree che non diventeranno un parco? «Gli indagati sono la fotografia di un pezzo della protesta contro i parchi e gli strumenti di tutela. C'è una diffusa incultura del territorio, figlia anche di questi anni di centrodestra che sono stati anni dell'apologia dell'abusivismo, del trionfo dei condoni come se il territorio fosse un bene disponibile per qualunque tipo di speculazione non la terra comune da proteggere». Ora il parco c'è. Eppure continua lo scontro sulla gestione tra la Regione, la "sua" Regione e il ministero: avete contestato la nomina del presidente davanti al Tar, avete perso questo round nella battaglia legale. Lo scontro istituzionale continuerà? «Noi non abbiamo una cultura dello scontro con i ministeri. Sui singoli atti, quando siamo in disaccordo e riteniamo che ci sia un esercizio arbitrario del potere, reagiamo. Ogni volta che è possibile il dialogo e un corretto scambio istituzionale e anche, eventualmente mettere in campo delle sinergie, lo facciamo. La cultura dell'ambiente è soprattutto cultura democratica, condivisione delle responsabilità. Un atto come quello, di appropriazione del parco da parte del centrodestra, è stato, a prescindere dalle persone coinvolte, irrispettoso di questa idea di democrazia. Il parco è composizione di ecologia ed economia, di bellezza e ricchezza. Ora è necessario che il parco guadagni quella prospettiva per cui è nato, quindi bisogna operare in questo senso». Il presidente della seconda commissione del Consiglio regionale, Michele Ventricelli (Ds), propone ai Comuni della Murgia, alla Provincia di Bari e alla Regione Puglia, di costituirsi parte civile nei procedimenti in corso. Cosa ne pensa? «Penso che è un suggerimento sul quale riflettere attentamente. Bisogna parlare con le carte alla mano, approfondire. Mi pare un suggerimento che va preso in considerazione».
SCANDALO ALTA MURGIA: "L'apologia dell'abusivismo ha portato a questo scempio"
Il presidente della Regione Nichi Vendola ha commentato l'epilogo dell'inchiesta sulla corruzione e lo scempio ambientale nella Murgia. Il procuratore capo Nicola Barbera ha detto che il compito di reprimere i reati spetta alla giustizia, mentre la tutela dell'ambiente spetta ad altri organi. Vendola ha affermato che non può che gioire di questi sviluppi, ma ha anche sottolineato l'importanza di controllare e proteggere l'ambiente. Ha menzionato l'istituzione del Parco delle gravine, l'adozione del piano di tutela delle acque e la preparazione del piano di tutela delle coste come esempi di azioni concrete per proteggere l'ambiente.
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