È un autentico scandalo: questa la reazione più elementare di fronte alla gravita delle imputazioni e al numero degli arresti ordinati dalla magistratura di Trani. Il grano canadese all'ocratossina, spacciato per buono, è un caso di realtà che supera la più pessimistica fantasia cinematografica, con tonnellate di pasta fatta di farina tossica, più o meno "mascherata" in miscele: questa la sintesi di un'operazione di stampo criminoso, indipendentemente da chi e come l'abbia orchestrata. Subito balza agli occhi l'attentato alla salute dei consumatori, il cinismo con cui -stando alle accuse - un venditore di sostanze alimentari monetizza il proprio vantaggio e interpreta il mercato globale. Ora si apre un nuovo fronte nelle frodi: dopo i pasticci finanziari del tipo Parmalat, che almeno non riguardavano la qualità, oggi il ciclone del grano contaminato infierisce sul campo dell'alimentazione e incute nuove paure quando ci si siede a tavola. Ma altri gravissimi danni derivano dalla vicenda Casillo: viene offeso il profilo produttivo del Mezzogiorno, raggiunto da dubbi e sospetti persino nelle sue filiere più tipiche. Quanta fatica attende l'imprenditore meridionale serio, che per fortuna esiste ancora, affinché recuperi la fiducia del mercato internazionale e del consumatore deluso? Vi è poi, nelle ultime ore, l'imputazione - allo stesso gruppo - della frode ai danni dell'Unione Europea, cui una sorta di volgare sbancamento della Murgia veniva dichiarato come granocultura, per percepire i previsti benefici economici. E' un'altra "chicca", frutto degli indirizzi della precedente giunta regionale e dalla colpevole mancanza di controlli, nei porti come sulle colline. Ecco i tratti disastrosi di un sistema-Puglia sino a ieri propagandato in piena salute, ma in realtà ridotto a luogo di scempio, laboratorio della ricchezza predatoria contro quella dei popoli. Ecco i mali prodotti da una tragica mistificazione della politica, cui non è affatto estraneo il vecchio centrodestra pugliese. Ora bisogna ricominciare in fretta, curare il corpo e lo spirito della nostra terra, che troppi hanno voluto trasfigurare in effimera cicala, da infaticabile formica quale era.