FINANZA PUBBLICA - Per il 2006 il Governo punta sulla revisione degli affitti statali e le permute con gli Enti locali - Manovra verso il sì Ue, martedì vertice Tremonti-Almunia - Il Tesoro ricorrerà anche alla cessione del patrimonio del ministero della Difesa ROMA - Il disco verde della Commissione europea sulla Finanziaria 2006 è questione di giorni: il ministro dell'Economia Giulio Tremonti intascherà formalmente il via libera il 10 gennaio quando incontrerà a Bruxelles il commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia. Una formalizzazione oramai scontata dopo il nulla osta "tecnico" degli esperti della Commissione già accordato alle misure di correzione del deficit. I conti pubblici, però, restano sorvegliati speciali quest'anno per i mercati finanziari e le agenzie di rating, a causa del debitoPil tornato a salire dopo oltre un decennio in discesa. Così più che riportare il deficitPil al 3,8 come richiesto da Bruxelles, quest'anno Tremonti dovrà centrare un altro improrogabile obiettivo: far calare il debitoPil, cresciuto nel 2005 al 108,2 dal 106,6 del 2004, e mettere fuori discussione l'avvio di una nuova tendenza al rialzo. È per questo che il Tesoro si è dotato quest'anno di nuove munizioni per abbattere il debito: il fondo di ammortamento è stato rimpolpato con i proventi delle vendite di immobili pubblici; le cartolarizzazioni dei crediti Inps sono state prorogate al 31 dicembre 2008; gli strumenti a disposizione dell'Agenzia del Demanio sono stati potenziati, per valorizzare o alienare il patrimonio immobiliare degli enti locali anche attraverso permute; il "mercato" degli affitti pubblici ha fatto un passo verso la liberalizzazione per stimolare la razionalizzazione degli spazi e allungare la lista delle proprietà a uso governativo alienabili; il progetto "superholding taglia-debito" per quanto di difficile realizzazione non è stato cestinato ma è oggetto di continui studi e approfondimenti a Via XX Settembre. La pressione, proveniente soprattutto dall'estero, sul fronte del debito pubblico italiano quest'anno è dunque altissima. Lo sforamento della soglia del 3 sul deficitPil non è più considerata un tabù in Eurolandia, dopo che nella lista dei "cattivi" si sono iscritte Francia e Germania e dopo che le procedure d'infrazione sono state ammorbidite nel Nuovo Patto di Stabilità. Le multe nell'Ue non fioccano di certo. All'Italia la Commissione ha concesso due anni di tempo per rientrare: la manovra 2006 da 27,6 miliardi, di cui circa 20 miliardi destinati alla riduzione del deficit, è piaciuta a Bruxelles. Il prossimo martedì non sono previsti nuovi richiami da parte di Almunia se non un monito affinché l'Italia non si consideri promossa fino a quando non avrà portato a compimento l'opera di rientro al 3 per il 2007. Non è escluso che il Commissario Ue rilanci una sua preoccupazione: «l'incremento del debitoPil nel 2005 ha interrotto la discesa di un rapporto iniziata nel 1995» ed è pericoloso perché se aumenta il debito cresce il fabbisogno e si riduce l'avanzo primario. Sul fronte del debitoPil per l'Italia non esiste alcun margine di manovra perché i mercati finanziari non fanno concessioni politiche. Se dovesse riprendere la strada della risalita quest'anno, smentendo la teoria del "singhiozzo" usata per sdrammatizzare l'aumento del 2005, il Governo di turno rischierebbe molto più di una multa da Bruxelles ma la bocciatura dei mercati e delle agenzie di rating. È in questo contesto che Tremonti, un po' tramite norme contenute nella Finanziaria, un po' per via dei provvedimenti del "decretone" di fine anno, un po' anche contando sul know how dei tecnici del ministero dell'Economia e delle grandi banche (si veda la scheda a fianco), ha deciso di affinare gli strumenti a disposizione dello Stato per ridimensionare il debito pubblico anche tramite massicce una tantum straordinarie se la Finanziaria 2006 non dovesse bastare o funzionare come previsto. Il fondo di ammortamento, utilizzato finora con i proventi delle privatizzazioni per riacquistare titoli di Stato alla scadenza o prima, verrà rimpolpato con i proventi delle dismissioni immobiliari. Per stimolare la vendita degli immobili pubblici, Tesoro e Agenzia del Demanio punteranno sulla politica degli affitti: gli enti pubblici che non pagano affitto o sono favoriti da canoni molto bassi tendono a utilizzare spazi molto più ampi rispetto alle loro reali necessità. Un altro strumento sarà la permuta: lo Stato è disposto a "scambiare" immobili con gli enti locali che hanno un immenso patrimonio immobiliare alienabile chiuso nel cassetto. Per tagliare il debito a sforbiciate, il Tesoro tornerà alle cartolarizzazioni dei crediti e punterà ancora sulla cessione del patrimonio della Difesa. In extremis, entro aprile un comitato ristretto di tecnici di Via XX Settembre dovrà produrre uno studio di fattibilità per realizzare la superholding taglia-debito. ISABELLA BUFACCHI I nuovi strumenti L'agenda per il 2006 L'incasso dalla dismissione o alienazione di immobili del patrimonio immobiliare dello Stato è stato conferito al fondo di ammortamento del debito pubblico (art.1 comma 5 Legge Finanziaria 2006). Il fondo di ammortamento finora è servito ad abbattere il debito attraverso operazioni di rimborso alla scadenza o riacquisto prima della scadenza di titoli di Stato utilizzando i soli proventi delle privatizzazioni Potenziamento dell'attività dell'Agenzia del Demanio nel contesto delle operazioni di valorizzazione, razionalizzazione e alienazione del patrimonio immobiliare pubblico (art. 479 Legge Finanziaria 2006). Le permute spiccano tra gli strumenti di punta del futuro per velocizzare la vendita del patrimonio immobiliare alienabile degli enti locali Alienazione degli immobili militari (art. 482 Legge Finanziaria 2006) Estensione di tre anni (dal 31 dicembre 2005 al 31 dicembre 2008) del periodo durante il quale è possibile cartolarizzare i crediti insoluti dell'Inps (art.42-quinquies della Legge 2 dicembre 2005 n.248) fatta eccezione dei crediti contributivi agricoli (art.42-sexies) Superholding taglia-debito (un progetto per la realizzazione di una o più holding poste al di fuori del perimetro della pubblica amministrazione e dedicate alla cartolarizzazione di crediti finanziari dello Stato, alienazione di immobili pubblici o privatizzazione di partecipazioni azionarie possedute dallo Stato sarà messo a punto dal ministero dell'Economia entro il prossimo aprile)