CASTROVILLARI (COSENZA), 28 APR - La Procura della Repubblica di Castrovillari ha disposto il sequestro di un sito in localita' Campolescio, risultato essere di interesse archeologico. Lo ha reso noto il sindaco Franco Blaiotta che ha trasmesso al prefetto di Cosenza, Diego D' Amico, il provvedimento dell' autorita' giudiziaria. La decisione della Procura, secondo quanto riferito da Blaiotta, fa seguito ad alcune comunicazioni da parte di associazioni archeologiche della zona ed alle indagini svolte dai carabinieri del Nucleo tutela e patrimonio culturale di Cosenza e dal servizio di Polizia giudiziaria edilizia-ambiente del Comune di Castrovillari. La verifica effettuata sui luoghi, secondo quanto riferito in una nota del Comune, ha messo in evidenza la "massiccia presenza" di reperti archeologici significativi di un abitativo rustico di epoca romana databile, secondo i primi rilevamenti tra il primo secolo A.C. ed il secondo secolo D.C. nonche' il rinvenimento di uno strumento in calcare siliceo riferibile al Paleolitico (20.000 anni fa). Anche la consulenza tecnica dell' archeologo, richiesta dal pubblico ministero, ha riferito Blaiotta, ha confermato ed ha avvalorato gli elementi di rilevante interesse archeologico. Il terreno, secondo quanto riferito dal Sindaco, attualmente risulta coltivato a grano e lo stesso e' inoltre oggetto di decreto di occupazione da parte del Commissario delegato per l' emergenza ambientale, poiche' si intendeva realizzarvi l' impianto di selezione Rsu contestato dall' Amministrazione comunale. "I frammenti di natura archeologica - e' scritto nella nota del Comune - sono di tale evidenza e concentrazione per cui si rimane certamente sorpresi del fatto che il sito, oggetto di 'attenta verifica' da parte dei tecnici per l' individuazione della zona e la realizzazione dell' impianto, non sia mai stato considerato o rilevato per quello che diffusamente proponeva. L' area, tra l' altro risulta frequentata, da ignoti ricercatori clandestini, come testimoniato dalla presenza di una zappetta di modeste dimensioni e dalla presenza di altri elementi che avvalorano inequivocabilmente tale ipotesi". Blaiotta ha espresso la sua soddisfazione per il decreto di sequestro da parte della Procura, poiche' tale gesto "significa salvaguardare un' area di rilevanza archeologica che sarebbe andata inevitabilmente perduta, con gravissimo danno per la storia, la tradizione e la cultura di tutto il comprensorio".