«Non sei generoso, caro Chiamparino, se m'incolpi di aver ritardato i lavori nelle tue piazze». Il ministro ai Beni culturali Rocco Buttiglione rinvia al mittente le critiche ricevute dal sindaco di Torino, che gli addebita la mancata chiusura dei cantieri nelle piazze San Carlo e Vittorio Veneto, dove emersero resti archeologici, per la tutela dei quali, nel maggio scorso, Vittorio Sgarbi invocò l'intervento del ministro. Secondo Chiamparino, «per il mancato completamento di piazza Vittorio dobbiamo ringraziare il ministro Buttiglione che ha ascoltato Sgarbi: abbiamo perso un mese per la storia dei reperti archeologici, che si è rivelata una sciocchezza». In piazza San Carlo emersero resti di una necropoli, a ridosso di fondazioni romane. Affiorarono anche i pilastri del ponte realizzato per accogliere il corteo nuziale di Cristina di Francia. In piazza Vittorio Veneto vennero alla luce fondamenta romane, rinascimentali e dei bastioni secenteschi di Torino. Il tutto, salvo alcuni pilastri del ponte, è stato rimosso. Buttiglione bloccò gli scavi per capire l'importanza dei ritrovamenti. Così oggi non accetta le parole di Chiamparino: «Mi pare ingeneroso e scorretto dire che i lavori sono stati fermi un mese a causa di un fortunato rinvenimento. Perché non si è perso un mese. Perché allora si è provveduto a delimitare esattamente un'area molto piccola, all'interno della quale è stato speso il tempo strettamente necessario per fare gli accertamenti opportuni». E' quindi contento di aver ascoltato Sgarbi? «Sono convinto che in quell'occasione sarebbe stato necessario procedere più energicamente in difesa di un bene culturale così importante. Non ho proseguito l'azione perché il sito era ormai in gran parte compromesso e perché c'era l'urgenza di finire i lavori». Nell'occasione le Soprintendenze hanno agito bene? «Si sono mosse rigorosamente nell'ambito della legge. A me importava lanciare un monito politico: "Attenzione, c'è troppa disinvoltura nella tutela"». E' una vicenda che ha lasciato dolore fra gli addetti ai lavori. «A loro dico - prosegue Buttiglione - che s'impone un complicato bilanciamento di beni. Da un lato c'è l'interesse dell'opera da completare. Dall'altro esiste l'esigenza di tutela del patrimonio artistico. Mi sembra che ci sia molta ingenerosità da parte di chi non sente la drammaticità della decisione che dovevamo prendere. Comunque io ho provveduto subito a cambiare la normativa. Un caso come quello successo a Torino non dovrebbe ripetersi. Abbiamo istituito l'archeologia preventiva. Ora, prima di fare grandi opere, sono richiesti rilievi preliminari. Devono accertare le potenzialità archeologiche della zone interessate». In Piemonte gli archeologi dicono che lo fanno da vent'anni. In piazza San Carlo e in piazza Vittorio eranagià stati effettuati sondaggi, ma senza rintracciare presenze particolari.
Torino. Buttiglione: Sergio la colpa è tutta tua
Il ministro ai Beni culturali Rocco Buttiglione ha risposto alle critiche del sindaco di Torino Chiamparino, che lo accusa di aver ritardato i lavori nelle piazze San Carlo e Vittorio Veneto, dove emersero resti archeologici. Buttiglione afferma di aver ascoltato le preoccupazioni di Vittorio Sgarbi e di aver bloccato gli scavi per capire l'importanza dei ritrovamenti. Tuttavia, sostiene che il ritardo non sia stato dovuto a una "fortunata rinvenzione" ma piuttosto alla necessità di delimitare un'area piccola e di fare gli accertamenti opportuni.
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