CAGLIARI. E' arrivato alle battute finali il procedimento sul ricorso presentato dal Governo alla Corte Costituzionale contro le norme provvisorie di tutela del paesaggio, il cosiddetto «decreto salva coste», approvato dalla Giunta nel novembre scorso. Oggi, infatti, è prevista l'udienza pubblica, dopodiché i giudici costituzionali fisseranno la data della camera di consiglio cui seguirà la sentenza. L'udienza, che sarà aperta dalla relazione del giudice istruttore Ugo De Siervo, riveste un particolare significato perché, per la prima volta, sono state ammesse ad argomentare la loro posizione davanti alla Corte anche le associazioni. «Non era mai accaduto che in un procedimento costituzionale in via principale, in cui, cioè, viene discusso un ricorso presentato dallo Stato contro una Regione, fossero ammesse tra le parti anche degli enti privati», ha spiegato il costituzionalista dell'Università di Cagliari, Gianmario Demuro. La data di domani rappresenta, quindi, un momento importante per le associazioni ambientaliste che hanno voluto anticipare la loro posizione con una conferenza stampa del presidente nazionale di Italia Nostra Carlo Ripa Di Meana. «Abbiamo voluto essere al fianco della giunta regionale in questa battaglia per la salvaguardia del territorio, costituendoci, insieme al WWF ed al Fai, come parte nel processo costituzionale in opposizione al ricorso del Governo contro la legge salva coste», ha detto Ripa Di Meana. Nel merito gli ambientalisti hanno focalizzato la loro attenzione sulla necessità di mantenere in vigore la moratoria imposta dalla giunta Soru sulle centrali eoli-che. Secondo gli ambientalisti, infatti, la conformazione del territorio della Sardegna non è adatto ad assorbire l'impatto ambientale delle pale eoliche moderne, che sono alte oltre 100 metri ed hanno un diametro di quasi 200, e mancano, inoltre, le giuste condizioni climatiche: la Sardegna, infatti, è battuta da venti a raffiche mentre le pale, per funzionare bene, hanno bisogno di venti costanti e non molto forti. «Noi ci siamo espressi a favore della moratoria - ha concluso Ripa Di Meana -: ci auguriamo che la Corte crei un precedente favorevole a questo tipo di provvedimento perché già altre regioni, come la Puglia e la Basilicata, lo hanno adottato».
Sardegna-Decreto Salvacoste, alle battute finali il procedimento sul ricorso presentato dal governo alla Corte costituzionale
La Corte Costituzionale si è riunita per l'udienza pubblica sul procedimento sul ricorso del Governo contro le norme provvisorie di tutela del paesaggio, il cosiddetto decreto salva coste. Le associazioni ambientaliste, come Italia Nostra e WWF, hanno espresso la loro posizione in opposizione al ricorso, sostenendo la necessità di mantenere in vigore la moratoria sulle centrali eoliche. Secondo gli ambientalisti, la Sardegna non è adatta ad assorbire l'impatto ambientale delle pale eoliche moderne, che richiedono venti costanti e non molto forti. La Corte Costituzionale ha ammesso le associazioni come parti nel processo costituzionale, un fatto mai accaduto in precedenza.
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